di Lupo Alberto

“Ci piace il presepe?” “Ni”

Chiedo venia ai fratelli De Filippo se ho “ligurizzato” la famosa battuta dell’opera “Natale in casa Cupiello” ma ho voluto fare una crasi (tradotto in gergo: un mix, Avvocato) con una citazione, presa dalla commedia ligure, del compianto Govi: “Pigna secca e pigna verde”. Ah ed ovviamente la risposta vaga, tra sì e no, viene fornita dal mitologico Er Vate aka Fabio Caressa, che tutti conosciamo (armeno da vent’anni). Sul web si trovano, se non avete voglia di spararvi per la milionesima volta un “Natale a…” vi consiglio caldamente di vederle. 

Finito il palinsesto gratuito per voi lettori (se scrivete alla Redazione, vi mando anche quello estivo, ma sta volta a pagamento), volevo introdurre l’argomento di questa Xmas Edition attesa come l’influenza stagionale in sessione: il NATALE.

Argomento vasto, ma dato che DeliRando è una rubrica tendenzialmente inutile e dannosa, volevo rimpolpare la vecchia polemica delle tradizioni natalizie. 

Ebbene cari lettori il Natale è una KULTURKAMPF, una battaglia culturale. Ricordate Bismark? Non la pizza con le uova, ma lo statista prussiano.

Rivedetevi, per capirla, sta kulturkampf sui manuali di Storia del quinto anno di superiori, siccome questa rubrica non fa ripetizioni gratis. Tuttavia, se volete Lupo Alberto in versione SuperQuark, la cara Redazione (Iuris Prudentes, diffidate dalle imitazioni) vi invierà il mio Iban e ci organizziamo anche per quello.

Tornando al main topic, lo scontro principale è tra il Natale “tradizionale” e quello “consumista”, che si traduce in vari confronti dialettici: presepe vs albero, Babbo Natale vs Gesù bambino (o Santi vari), panettone vs pandoro… ah no, questo no. 

Cerchiamo di capire meglio tutti questi simboli, e alla fine vediamo cosa dire.

Per Natale “tradizionale” intendiamo la festa cristiana della Natività di Gesù il Cristo, anche se non è da dimenticare che Babbo Natale e tutti i doni, ossia l’aspetto “consumista”, nasce negli Stati Uniti nel XIX secolo, ma deriva dalla leggenda cristiano-orientale di San Nicola, festeggiata dai coloni Olandesi di Nuova Amsterdam (poi New York).

L’albero, invece, richiama la tradizione pagana, poiché varie feste ricorrevano nel mondo latino e celtico in questi giorni di Dicembre, ma è stato “obliterato” (termine tecnico degli storici) dalla tradizione cristiana, tanto che in piazza San Pietro ogni anno è addobbato un abete enorme.

Il presepe è una tradizione italiana (#iosonoGiorgia ne fece una battaglia, appunto per questo), il primo a farlo fu San Francesco, patrono nazionale, ma anche simbolo mondiale di un cristianesimo umile e in sintonia con la Natura.

Insomma il Natale racchiude in sé tanti simboli diversi e complessi, ma che sono uniti da una necessità umana di riunirsi, celebrare e perché no anche discutere su idee diverse. Meglio se fatto al caldo e molto meglio se fatto a pancia piena.

Come al solito il termine “battaglia culturale” è provocatorio, perché così nasce e si sviluppa la rubrica DeliRando, confusionaria, volutamente esagerata e, si spera, ironica.

Con questa dichiarazione di intenti, finisce la Xmas Edition, Lupo Alberto augura Buon Natale e Buone Feste a tutti i lettori di Iuris Prudentes.