di Elena Mandarà-

Il potere mediatico è immenso. Specie se ci si trova sotto i riflettori del più importante evento televisivo italiano, il Festival di Sanremo. Ed è naturale che ogni passo falso si trasformi presto in polemica, rimbalzando di smartphone in smartphone, da una testata giornalistica all’altra.

Ecco, secondo alcuni il direttore artistico della 70esima edizione del Festival di Sanremo, Amadeus, sarebbe colpevole soltanto di questo, di avere sottovalutato la forza del potere mediatico ed essere stato superficiale. Ovviamente, mi riferisco all’infelice (per usare un eufemismo) presentazione che il conduttore di Rai 1 ha fatto di una delle co-conduttrici che lo accompagneranno quest’anno sul palco dell’Ariston, Francesca Sofia Novella. La scelta, infatti, sarebbe ricaduta sulla giovane modella per la sua bellezza e per il suo noto fidanzamento con il campione della moto GP Valentino Rossi, nonché per la sua capacità di stare insieme a un uomo così “importante” stando un passo indietro.  Parole che, chiaramente, hanno fatto gelare il sangue a migliaia di italiani e hanno scatenato incredibili polemiche, alle quali Amadeus ha risposto dal suo account (di coppia) su Instagram postando questa frase: “Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci” e poi riportando le dichiarazioni rese all’ANSA, nelle quali tenta di spiegare il senso delle proprie affermazioni, rivendicando sensibilità verso i temi femminili e grande rispetto per le donne. Spiegazioni che, a dirla tutta, hanno soltanto infervorato ancora di più gli animi. Non c’è nulla di meritevole, infatti, nel non aver cavalcato l’onda del successo del proprio fidanzato per far gossip o carriera. È la semplice attestazione di un atteggiamento che dovrebbe rappresentare la normalità, che denota la voglia di farsi strada per le proprie qualità, piuttosto che per la propria vita sentimentale. Tutto ciò che Amadeus, in poche semplici battute, ha demolito. Scegliendo proprio questo aspetto quale elemento determinante nella scelta della Novella, sembra quasi volere alludere al fatto che di norma, le donne che hanno una relazione con un uomo famoso, non fanno altro che sfruttare la sua posizione per emergere. Premesso, poi, che la superficialità è un lusso che non ci si può permettere parlando dalla direzione artistica di Sanremo, ascoltando l’intero discorso di Amadeus in conferenza stampa, risulta comunque difficile ridurre tutto ad un semplice malinteso. Se dovessi parlare con un buonismo che poco mi appartiene, direi che, seppure in buona fede, è evidente che Amadeus non abbia idea di cosa voglia dire valorizzare il ruolo delle donne. Se dovessi pensar male (ché, a detta della tradizione popolare, si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca), direi che la storia dell’ampia presenza femminile, delle donne chiamate a raccontare esperienze diverse, persino dell’intervento di Rula Jebreal, che parlerà della condizione difficile a cui molte donne sono costrette in alcuni Paesi, non siano altro che un espediente politically correct per dare la giusta immagine allo show. Non è superficialità, ma una scelta, infatti, averle chiesto di limitarsi a parlare di donne, senza toccare temi di politica internazionale che si sarebbero potuti rivelare scottanti. E non è superficialità, ma una scelta, quella di utilizzare la bellezza come primo (e in alcuni casi unico) elemento per descrivere e presentare le altre donne che prenderanno parte alla conduzione di Sanremo. Un esempio fra tutti, la presentazione di Laura Chimenti, giornalista del tg1, definita come “il più bel volto del tg1″, prima di ringraziare il direttore del tg, piuttosto che lei, per la collaborazione. La cosa che mi ha colpita maggiormente, comunque, resta l’indifferenza di buona parte della popolazione, donne in primis. Nessuna delle presenti, a partire della diretta interessata, ha in alcun modo replicato, nè fatto notare l’inadeguatezza e l’offensività di quel discorso. Nessuna ha preso posizione nella bufera che si è scatenata nelle ore successive. Pare, anzi, che la diretta interessata si sia detta sorpresa da tanto clamore. Soltanto due voci si sono scagliate violentemente contro Amadeus, quelle della giornalista Imen Jane e della cantante Miss Keta, entrambe esempi di donne forti, di certo non disposte a star dietro a nessuno, nè a far passare l’idea che questo possa essere considerato un merito per qualcuno. Molte, anzi, hanno difeso il conduttore. Come si legge fra i commenti del post pubblicato su Instagram da Amadeus, per esempio, Rita Dalla Chiesa ha ricordato che da sempre le donne sono state felici del detto “Dietro ad un grande uomo, c’è sempre una grande donna”. È questa l’idea che le donne italiane del 2020 hanno del proprio ruolo nella società? Ancora, irrimediabilmente, quello di dover fare un passo indietro per far brillare chi sta al loro fianco? È questo quello che si pensa essere un sentimento di rispetto nei confronti delle donne, considerarle armoniosa fonte di bellezza da preservare, non facendole esporre troppo? Che, prima di tutto, bisogna essere belle, il resto viene dopo. Fortunatamente c’è un netto scarto generazionale fra chi passivamente non riesce a vedere niente di male in questa vicenda e chi, a voce alta, ne ha messo in luce tutte le storture. Fortunatamente, è forte il senso dell’impegno che ci vuole per dimostrare ogni giorno di valere a prescindere dal proprio aspetto fisico e dal proprio sesso e, per questo, è altissima la voglia di tutte le giovani donne che studiano, lavorano e si impegnano ogni giorno di far passare forte e chiaro il messaggio che no, il detto sulle donne che stanno dietro ai grandi uomini non ci sta più bene. Stiamo dove meritiamo, perché siamo persone, al di là di tutto.