di Lupo Alberto-

L’informazione seria e approfondita è un bene necessario, se leggete DeliRando, tuttavia, significa che volete un bene diverso.  

Siamo Mes-si bene.

Il Nostro Avvocato si è fatto sentire in Europa. Dopo le scuse del Presidente della Commissione, la Baronessa Von der Leyen- Albrecth Serbelloni Mazzanti Viendalmare, adesso anche la Matrigna Europa, ossia la casa dei Falchi del Rigore, ci ascolta, saremo capiti, aiutati e coccolati.                                                        

Ma esattamente che cosa dovrebbe succedere? Sono aiuti o prestiti? E se sono prestiti, il tasso e la scadenza? Non tutto subito: “Vedremo” dice il Grande Timoniere delle Puglie.                                  

Quindi non si capisce bene che cosa ci aspetta dall’Europa, anche perché il 4 maggio incomincia la tanto agognata Fase 2. 

Che cosa vuol dire Fase 2? Che viene dopo la Fase 1 e che ovviamente: “Non sarà un liberi tutti” come ribadisce il Capo del Governo del Decreto (che è sempre Conte, ma mi piacciono le perifrasi). Che trasparenza questo Esecutivo, altro che favore delle tenebre: qui è il Lume della Ragione che guida i nostri amati governanti, la speranza divampa.

Tutto chiaro su cosa ci attende? Personalmente sono leggermente confuso, forse saranno i pollini della primavera che mi annebbiano il senno. 

 

Il Valzer dei Direttori

Come facciamo a vivere senza la Serie A e senza nessuno campionato europeo di calcio? Se me lo avessero chiesto a gennaio avrei risposto:” Scoppia una rivolta senza partite”, ed invece no: tutti buoni e accondiscendenti. Ma non si può togliere a noi italiani il gusto di discutere, quindi al posto dell’arcinoto valzer delle panchine, abbiamo il Valzer dei Direttori dei quotidiani La Stampa e La Repubblica.

 Le nomine dei direttori è materia che trovo meno interessante del campionato uzbeko di freccette, però capisco che a qualcuno possa interessare, dunque spenderò due parole sulla situazione.                        

Il Direttore del giornale La Repubblica, tale Verdelli, è stato cacciato e al suo posto è stato chiamato il Direttore della Stampa, un certo Molinari, e al suo posto, alla guida del giornale torinese, è stato chiamato un tizio di nome Giannini. 

Tutto qua, roba noiosa noiosa, impestata di politica e giochi di equilibrio, da cui nasce qualche forte dubbio sulla libertà della stampa nel nostro paese, sul ruolo dell’informazione e compagnia cantando. D’altra parte, in Italia si permette a questa Rubrica di uscire da 3 anni.

 Con questo chiudo, non voglio dilungarmi oltre, spero mi perdonerete, ma come ho già detto: la materia non mi aggrada.

Nulla di nuovo nello Stivale.

Una cosa non è mancata a nessun italiano in questa quarantena: le polemiche. 

Abbiamo discusso su tutto: mascherine, amuchina, distanza, numeri, morti, vivi, decreto sì, decreto no, elenchi, soldi dati, soldi non dati, insomma ogni avvenimento è stata una diatriba. Ma il mondo va avanti, siamo dunque arrivati al 25 Aprile, sperando che, essendo TUTTI chiusi in casa, neri e rossi, non ci fosse la voglia di litigare e per quest’anno almeno si evitasse il solito battibecco. Risultato? Pioggia torrenziale di polemiche come al solito. C’è chi suona Bella Ciao, chi la canta, chi la modifica, chi la storpia, chi l’ha sentita da una serie spagnola e chi l’ha sempre conosciuta.

Anche quest’anno la serietà della Storia diviene la carnevalata della frustrazione del presente, nessuno impara qualcosa, nessuno cambia e ognuno se la canta e se la suona da solo.