di Lupo Alberto-

Giovine, hai paura di uscire? Temi il contagio? Reputi che il crudele morbo ti ammazzi? Sul virus non posso vaccinarti, ma se leggi questa rubrica sei sicuramente vaccinato contro le stramberie di questo mondo.

 Mucchio selvaggio.

Ammetto che il titolo è equivoco, ma non si tratta di un film erotico, bensì di un celebre western degli anni 60, noto per la crudezza e il realismo. Finita la parentesi cinematografica, torniamo all’agone politico, dove si sta consumando davvero un “mucchio selvaggio” (da immaginarsi letta con la voce di Sandro Piccinini).

Volete un esempio? Liberazione di Silvia “Aysha” (ecoutè moi, come nella canzone) Romano: polemiche a pioggia, Italia divisa: vittima o complice?

Riscatto sì, riscatto no, la terra dei cachi; non entro in merito, mi limito a dire che dopo 18 mesi di prigionia nelle mani di terroristi, vedere Gigino ministro degli Esteri è sicuramente uno shock, da cui è difficile riprendersi.

Dopo il caso “conversione”, il menù delle polemiche si arricchisce con una specialità tutta Italiana: la sanatoria per alcuni immigrati irregolari che lavorano come braccianti.  La proposta arriva dalla Bellanova, unica al governo in quota al Partito di Renzi, ex bracciante e sindacalista, che è scoppiata a piangere quando è passato questa disposizione.

Anche qui non entriamo nel merito (cari lettori, qui mica si fa sul serio), ma le lagrime della Ministra hanno fatto ancora una volta surriscaldare gli animi di parecchi italiani, che hanno subito paragonato questa scena alla famosa faccia lacrimante di Elsa Fornero: Ahi lasso, ora è stagion di doler tanto!

Tuttavia, per amore (oddio amore, diciamo simpatia) di cronaca, è giusto dire le lacrime della Ministra-bracciante sono di commozione e non di dolore, ma il risultato cambia di pochissimo.

È finita qui? No, che domande! Continua il mucchio selvaggio.

Dopo molte bagarre parlamentari, con tanto di abbassamento di mascherine in aula e urla, le Opposizioni, tutt’altro che unite tra loro, annunciano una manifestazione per il 2 Giugno, giorno della festa della Repubblica, con pace dell’Unità nazionale.

Come l’ha presa il Nostro Avvocato? Ancora una volta in diretta a reti unificate, con atarassica calma ha mostrato la Sua concessione: che protestino, purché distanziati. Che stile, che classe. Applausi!

Insomma è tutto normale? Beh, a me sembra proprio di no, ma dato che sono il portavoce della Gazzetta dei Pagliacci, non vi fidate.

Ce l’abbiamo fatta?

All’inizio della quarantena c’era il refrain:” ce la faremo”, che cosa possiamo dire ora?

È presto per cantar vittoria, i contagi ci sono ancora e purtroppo anche i morti, ma è possibile ragionare su alcuni atteggiamenti tenuti dagli italioti durante il lungo lockdown.

Bisogna dirlo, ci siamo mostrati più disciplinati del previsto, ma questo non deve sorprendere: gli italiani se la cavano in situazioni difficili.

Bene, ma chi non sembra cavarsela è l’Italia, ossia il Paese abitato da queste genti ultra adattabili. L’economia è in coma, le divisioni politiche sono aspre e sterili e in più serpeggia rabbia e dolore verso l’Europa e il mondo.

Il Covid non è una guerra sia chiaro, ma le condizioni in cui versiamo sono simili ad uno scenario bellico, lo spettro della povertà bussa incessante alle nostre porte.

Quale domani? Che futuro? Sono domande necessarie, ma non dimentichiamoci che abbandonarsi alla paura non è solo turbe, ma è anche ingiusto nei confronti di chi ci ha preceduto e di chi ci succederà.

Ora incominciano sfide enormi per tutti noi, e saremo costretti a lottare ancora più forte che contro il Virus.