di Chiara Verdone-

Lo strumento, garantito dallo Stato, dei prestiti delle banche alle imprese, vede alcuni istituti di credito ancora indietro e la Banca d’Italia è intervenuta per chiedere e conoscere le cause del ritardo ed incentivarli ad accelerare, inviando una lettera agli istituti di ritardo nell’erogazione di liquidità. Accanto all’azione della Banca d’Italia, scende in campo anche l’Autorità Antitrust, che avvia quattro istruttorie e dodici moral suasion (invito a correggere determinati comportamenti) nei confronti di sedici tra banche e società finanziarie per condotte relative alla sospensione dei mutui-prestiti ed all’erogazione di nuovi finanziamenti.

L’intervento dell’Autorità ha come obiettivo quello di chiarire “le problematiche emerse sull’assenza di informazioni relative alla tempistica per avere accesso alle varie misure di sostegno per microimprese e consumatori”, previste, non solo, dai decreti Cura Italia e Liquidità ma anche varati dal governo per far fronte all’emergenza pandemica. Le quattro istruttorie sopramenzionate riguardano Unicredit, IntesaSanPaolo, Banca Sella e Findomestic.

Le problematiche relative a questi quattro istituti riguardano “sia l’assenza di informazioni sulla tempistica per avere accesso alle varie misure di sostegno dettate in favore di microimprese e consumatori, che di chiare indicazioni sugli oneri derivanti dalla sospensione del rimborso dei finanziamenti concessi alle imprese, in termini di aumento degli interessi complessivi rispetto al totale originariamente dovuto quale effetto dell’allungamento dei piani di ammortamento”. Secondo l’Antitrust “le banche avrebbero posto indebite condizioni all’accesso a tali misure”, come, ad esempio, “l’apertura di un conto corrente o possedere specifici requisiti non previsti dalla normativa”. Inoltre, questi istituti “avrebbero cercato di spingere i richiedenti verso forme di accesso al credito diverse e potenzialmente più onerose” rispetto a quelle stabilite dal decreto Liquidità.

Le moral suasion sono state attivate, invece, nei confronti di Bnl, Banco Bpm, Ubi Banca, Crédit agricole, Credem, Mps, Banco popolare di Sondrio, Creval, Bcc Pisa, Agos Ducato, Compass e Fiditalia, dal momento che l’Antitrust ha riscontrato “le medesime carenze di tipo informativo sulla tempistica di risposta” e “sulle effettive condizioni economiche di accesso alla sospensione dei rimborsi dei finanziamenti”.

Si tratta, dunque, di una serie di criticità riscontrate dall’Autorità “da parte dell’utenza, ad ottenere il dilazionamento delle esposizioni debitorie rispetto alle banche e alle società finanziare, e per avere accesso alla liquidità ed al credito” (stabiliti dal decreto Cura Italia e dal decreto Liquidità). L’Antitrust ha ritenuto opportuno intervenire “nella convinzione che solo condotte trasparenti, con informazioni complete e chiare, e prive di ostacoli ingiustificati, possano assicurare ai consumatori e imprese il sostegno economico indispensabile per affrontare l’attuale emergenza”.