di Adriano Rossi-

Bella, geniale, irriverente. La comicità è un tesoro per il cinema, perché permette una visione

rilassante. Nonostante spesso cada nel trash, è anche sottovalutata e considerata un “genere minore”, ma come diceva Paolo Villaggio: è l’arte di gran lunga più difficile. Gli esami si avvicinano e nuove disposizioni del dpcm sicuramente non ci rasserenano. Per questo motivo ho deciso di consigliare sette film comici da recuperare assolutamente, in modo da vivere un Natale un po’ meno doloroso. Voglio precisare che questi consigli hanno il fine di far passare una bella serata, quindi i lettori non me ne vogliano se non vedranno in questa lista film visti e rivisti o capolavori assoluti della storia del cinema. Cominciamo:

 

L’ALBA DEI MORTI DEMENTI: Non fatevi ingannare dal titolo, perché questo film è a dir poco geniale. Lo stesso Tarantino, all’epoca, ammise che l’alba dei morti dementi era il miglior film dell’anno e di ogni anno da quel momento in avvenire. Primo capitolo della cosiddetta “trilogia del cornetto”, questa pellicola rappresenta il miglior lavoro di uno dei registi più originali in circolazione: Edgar Wright. Una commedia sugli zombie che prende ispirazione dai lungometraggi del grande George A. Romero, rivisitandone la trama, ma non alterandone il significato. Un gruppo di sei persone si ritrova in un’invasione di morti viventi e dove decidono di rifugiarsi? In un pub. I personaggi sono fantastici, gli attori recitano benissimo e le gag divertentissime rendono questo film uno dei capolavori della commedia recente: non può mancare in questa lista. Buona fortuna!

 

BORAT 2: Non serve la mia opinione per dimostrare la sagacia di Sacha Baron Cohen, ovvero uno dei comici più all’avanguardia in questo momento. A detta sua, i suoi lavori devono stimolare le persone alla messa a nudo dei propri pregiudizi e diventano in modo indiretto un’interessante analisi sulla natura umana. Borat è uno strambo giornalista proveniente dalla “gloriosa nazione di Kazakistan” e animato dalla sua mentalità retrograda, compirà un viaggio negli Stati Uniti a dir poco stravagante. Il film è girato in buona parte con telecamere nascoste, attraverso gag che coinvolgono negazionisti del Covid19, conferenze stampa e perfino Rudolph Giuliani. Questa pellicola è il seguito di Borat, ma la ritengo di gran lunga superiore alla prima per perspicacia e acutezza, inoltre è fruibile su Amazon Prime. Godetevi una commedia ai limiti dell’assurdo, godetevi Sacha Baron Cohen.

 

KUNG FUSION: Il genere demenziale è molto sottovalutato, perché persiste l’idea secondo cui un film con un contenuto stupido sia automaticamente di bassa qualità. L’epoca di Mel Brooks è finita e i numerosi lungometraggi scadenti hanno contribuito a creare un preconcetto in questa categoria. Ogni regola però ha le sue eccezioni e Kung Fusion ne è la dimostrazione. Stephen Chow mette in scena una pellicola girata benissimo e con delle scenografie impressionanti. La storia di Sing e di come voglia entrare a tutti i costi nella pericolosissima “gang delle asce” non fa soltanto sbellicare dalle risate, ma è a tratti commovente. Così Il regista ci mette davanti a un protagonista sconfitto, che vede il male come unica possibilità di rivalsa, ma che in realtà non rappresenta la soluzione per sentirsi soddisfatti. Abbandonate quindi i pregiudizi, godendovi un’opera tecnicamente notevole e piacevole da guardare.

 

L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO POCO: Bill Murray è uno degli attori più talentuosi di Hollywood. La sua prolifica filmografia e la sua forte personalità hanno contribuito a fare di questo personaggio un vero e proprio idolo. Scegliere una delle sue pellicole mi sembrava essenziale e non è stato un lavoro semplice. L’uomo che sapeva troppo poco racconta la storia di Ritchie, un commesso in vacanza a Londra che, convinto di essere in un gioco simulato, si troverà inconsapevolmente all’interno di un vero giro d’affari criminale. Così il nostro protagonista si troverà in un’avventura paradossale, caratterizzata da una qualità che solo Bill Murray può dare. Il film è scritto benissimo e inoltre fa sbellicare dalle risate, quindi se avete tempo accedete al vostro Amazon Prime e recuperate questa chicca.

 

WEEKEND CON IL MORTO: Gli amanti di How I Met Your Mother avranno sentito parlare di questa commedia, perché è uno dei film preferiti di Barney Stinson: la storia è infatti “leggendaria” in tutte le sue componenti. Due colleghi si trovano a passare un weekend a casa del loro capo (Bernie), ma l’improvvisa morte di quest’ultimo darà il via a una serie di eventi folli, rafforzati dall’inconsapevolezza di alcuni personaggi. Molte gag sono ormai un cult della commedia anni 90 e gli occhiali da sole del povero Bernie, sono il simbolo di un film non replicabile per la sua originalità. Questo lungometraggio è quindi imperdibile, anche per l’influenza che ha avuto sul genere.

 

THE DISASTER ARTIST: Questa pellicola racconta la storia vera di Tommy Wiseau e del suo The Room, considerato da molti il peggior film mai realizzato. James Franco, attore e regista di The Disaster Artist, non si limita a raccontare eventi realmente accaduti, ma cerca di trovare un significato agli stessi. Com’è possibile che The Room sia diventato un cult? Il regista vuole stimolare questa riflessione e lo fa svelandoci i più paradossali retroscena di un lavoro che, nel bene o nel male, è passato alla storia. Le gag di The Disaster Artist sono ai limiti dell’assurdo e rafforzati dal fatto che si tratta di eventi realmente accaduti. Il film inoltre è stato messo recentemente su Netflix e quindi sicuramente merita la visione (non mi riferisco a The Room).

 

ANIMAL HOUSE: Questa lista non poteva non chiudersi che con Animal House. Capostipite di un intero genere, il film di John Lendis ha saputo mettere in scena la commedia per antonomasia. La famigerata rivalità tra le confraternite ΔΤΧ e ΩΘΦ, una caratterizzata da sgangheratezza e goliardia, l’altra da snobismo e disciplina, ha segnato una generazione e ha influenzato i lungometraggi di questa categoria (da American Pie a Una notte da leoni). Il personaggio di Bluto e i suoi “toga party” sono ormai un cult, oltre ad essere un simbolo della comicità anni 80. Il film è un po’ datato, ma sorprende per la sua attualità, quindi lo consiglio vivamente a tutti.