di Lupo Alberto –

Nonostante i progressi della scienza, della tecnologia, le conquiste sociali e civili dell’umanità, questa rubrica continua ad uscire con il suo umorismo primitivo e le battute da osteria. 

 

Jingle Bells Lock: il Natale 2020. 

Questo Natale non è come tutti gli altri, bensì è il Natale delle misure anticovid-19. Cosa significa?

Cari lettori questa rubrica non è un bollettino della Protezione Civile, se volete capire cosa fare chiamate gli esperti, quindi non me.  Al massimo posso darvi questa vecchia massima per evitare ogni problema: tutto ciò che ti piace fare, nel dubbio non farlo.

Giusto essere così severi? Non è adesso che si deve parlare, bisognerà attendere il futuro, ossia il tanto agognato 2021, solo allora vedremo se il nostro sacrificio sarà servito. Certamente, adesso ci manca il Natale vero, quello fatto di regali, abbracci e tante, tante, tante persone.

Mi permetto di chiedere (non sia mai che io voglia criticare il MIGLIORE-DEI-GOVERNI-POSSIBILI): perché le misure di contenimento si basano sul comune di residenza, come se gli 8 mila comuni italiani fossero tutti uguali? Forse sono ignorante, ma mi risulta che esistono alcuni comuni che si estendono per decine di chilometri, mentre altri sono composti da poche strade e decine di abitanti. Ma io a scuola dormivo, dunque non chiedetemi altro sui comuni italiani.

Tuttavia ora che ci penso capisco: è un omaggio alla gloriosa tradizione dei Comuni medievali, esempio di operosità e civismo. Chiedo scusa se non l’ho capito prima, ma sapete, non tutti sono al livello dei nostri savi governanti.

 

Responsabilità, t’ho perso ieri e ti ritrovo già.

Citare il Vate di Zocca mi apre il cuore ogni volta, soprattutto perché è come il prezzemolo: sta bene ovunque.

Il Nostro Avvocato pochi giorni fa, parlando alle Camere, ha ribadito la sua linea e quella del suo governo sulle misure contro il Corona Virus, ossia la ferma e piena volontà a restringere la possibilità di movimento.

Qualche incauto (eh caro Giuseppe, non tutti sono seri come te) ha protestato per l’eccessivo vigore delle misure del Governo, richiamando quella strana situazione chiamata “centralità del Parlamento.” Ma credete che il Nostro si sia fatto mettere al muro? Assolutamente no.

Infatti, il Veltro foggiano ha risposto che il Parlamento è sicuramente libero di adottare misure più leggere, basta che si assuma la responsabilità. Che bella parola amici, diciamolo forte: RESPONSABILITA’, fa anche rima con il vecchio motto grillino ONESTA’.

Certamente le uscite dei ragazzacci renziani non sono proprio in linea con la totale serietà dell’Esecutivo giallo-rosso. Che ci volete fare? Son ragazzi un po’ vivaci questi di Italia Viva, ma nulla di che preoccuparsi, i numeri ci sono per reggere (dipende su che Ruota escono).

Sono veramente euforico, questo Governo ha coraggio, onestà e responsabilità, ma che fortuna che abbiamo! Però…vorrei fare il Natale!! Lo so, lo so, sono un irresponsabile, ma il Buon Conte mi aveva assicurato che sarebbe arrivato Babbo Natale, non vorrei che il vecchio lappone venga fermato nella Notte Santa perché non rispetta il coprifuoco.

 

Bimbi sperduti: il mito infinito degli anni 80.

La tragica scomparsa di Paolo “Pablito” Rossi, eroe del Mundial 82, ci ha portato alla mente gli anni 80. Anni controversi, anni in cui si è assistito all’atto finale della Guerra Fredda: l’affermarsi del Neoliberismo della Coppia Reagan-Thatcher e il tentativo titanico di Gorbaciov per salvare il salvabile del Comunismo.

Questi anni non sono mai finiti, caro Raf, sono una giostra da cui molti non riescono a scendere: chi gli ha vissuti li rimpiange, chi non c’era vorrebbe rivivere quel boom economico.  Episodi celebri come la caduta del Muro, la vittoria degli Azzurri a Madrid nell’82, Weambley per il Live Aid, Borg-MacEnroe, il Napoli di Maradona, tutto questo crea una certa invidia a chi, per motivi anagrafici, non ha vissuto quei momenti.

Tuttavia non bisogna mai idealizzare il passato, perché negli anni 80 accaddero moltissimi drammi: Ustica, la strage di Bologna, il terremoto dell’Irpinia, Chernobyl, l’AIDS, la guerra delle Falkland, Piazza Tienamen e molti altri conflitti minori, magari sconosciuti ai più, ma che hanno portato molta morte nel mondo. Forse ci dimentichiamo, vista l’attuale situazione, che nel Mondo il Covid non è, purtroppo, l’unico male; la memoria è selettiva.

In quest’anno così duro, la voglia di tornare indietro è forte, ma credo sia doveroso resistere a questa tentazione: i bambini devono crescere, non solo chi era bambino all’epoca, ma anche, soprattutto, noi nati dopo. Tentare di fuggire dal 2020 rifugiandosi nel passato è lecito e comprensibile, ma non è da persone mature: dobbiamo superarlo andando avanti.

Quello che è successo negli anni 80 non ce lo può togliere nessuno, resterà nella memoria di chi ha vissuto e rivive nella narrazione anche nel futuro.

È stato un anno orribile, ma i bimbi sperduti non possono più aspettare il Peter Pan di turno, perché il futuro post-covid sarà troppo difficile per un solo eroe.