di Adriano Rossi-

Cominciamo con il rispondere alla domanda che forse tutti vi state ponendo: chi è James Wan?  James Wan è un regista malese di cui avrete sicuramente visto qualche lungometraggio, anche se probabilmente ne siete ignari. Saw- L’enigmista, Insidious e The Conjuring vi dicono qualcosa? Tutti questi film horror sono stati diretti da lui. Il nostro regista non si è, tuttavia, cullato sugli allori di un genere che sembrava padroneggiare e ha deciso di dirigere due opere su commissione da dimenticare: Fast and Furious 7 e il controverso Aquaman. Adesso però risponderò alla seconda domanda che forse vi state ponendo: perché fare un articolo su James Wan? Perché la sua produzione artistica è colma di un’ambiguità dal fascino particolare. Questo regista ha infatti dimostrato negli anni un grandissimo talento nel raccontare le storie dell’orrore, eppure a tratti sembra che non abbia amato a fondo le opere da lui stesso create. Basta sfogliare un po’ la sua filmografia per rendersi conto del destino che ha riservato alle sue creazioni, le quali sono colme di mediocri sequel e spin off. Il fatto curioso, tuttavia, è che queste infinte operazioni commerciali non l’hanno mai visto come regista. Così Wan ha sempre delegato a terzi la regia di questi sequel/spin off, rimanendo spesso nelle veci di produttore. Il processo che ha accompagnato il regista malese nelle sue celebri saghe dell’orrore è difatti sempre lo stesso:

  1. Dirigere un film di qualità
  2. Dirigere eventualmente un secondo film ai livelli del primo, se non superiore
  3. Dare il franchising in mano a terze persone che non sono all’altezza di onorare il prodotto originale
  4. Produrre infiniti sequel e spin off capaci di cancellare il buon lavoro fatto con l’opera madre

 

Harvey Dent ne Il cavaliere oscuro diceva che o si muore da eroe o si vive tanto a lungo da diventare il cattivo e le opere di James Wan rispecchiano perfettamente questo concetto. I lungometraggi in questione si presentarono all’epoca come una ventata di aria fresca in un genere (l’horror) sempre più piatto. Insidious, The Conjuring e Saw non erano soltanto film ben fatti, ma rappresentavano il perfetto compromesso tra produzione e distribuzione: le pellicole erano una sorta di ribellione agli schemi del genere e manifestavano un talento cristallino che si traduceva in un racconto affascinante e peculiare al tempo stesso. James Wan era riuscito ad accettare la volontà del pubblico medio, eppure aveva proposto un uso sapiente degli strumenti tipici dell’horror “pop”.  Questa uscita dagli schemi con il passare del tempo è andata purtroppo scomparendo e le opere delegate sono diventate ciò da cui le originali si erano distaccate: Insidious e Insidious 2 hanno portato a Insidious 3 e Insidious 4; Saw ha portato a Saw 2 e ai suoi infiniti sequel; The Conjuring ha portato agli spin off di Annabelle, di The Nun e della LLorona. Cos’è però che rendeva unici i film di James Wan? Dove hanno sbagliato i registi che sono subentrati al progetto? Diciamo che la risposta non è semplice, perché a tratti sembra tutto il frutto di un programma studiato a tavolino, visto anche il ruolo da produttore dello stesso Wan in buona parte dei lavori. Credo, tuttavia, che la consapevolezza sia relativa in questo discorso, perché vuoi la buona fede o vuoi la malafede, gli errori permangono lo stesso. Lo sbaglio principale è stato infatti quello di trattare queste opere come se non fossero fuori dal comune: tutte le persone che sono subentrate al regista malese si sono approcciate alle sue creazioni in modo irriguardoso e senza cognizione di causa. Wan ha infatti sempre dimostrato un gusto estetico incredibile e si è allontanato dall’irritante obiettivo di far saltare lo spettatore dalla sedia, prediligendo una narrazione piena di riferimenti (Dario Argento su tutti) e attraente per il pubblico. Siamo davanti alla storia di un artista che si fa portavoce di un concetto cinematografico interessante: il cinema è un’arte visiva e con uno stile inconfondibile si possono raccontare in modo sapiente anche le storie più banali. Egli deve essere un punto di riferimento per tutti i registi che provano a fare intrattenimento. Proprio l’assenza di James Wan ha causato le derive di film che sicuramente erano destinati al grande pubblico, ma che erano anche caratterizzati da un’intimità che solo un artista può replicare. Questa non è, tuttavia, la storia di un grande rimpianto per il cinema contemporaneo, bensì di un regista dal talento cristallino che forse troppo spesso si è piegato al Dio denaro. Sperando che in futuro egli sfrutterà le sue capacità per rendere onore a un genere che ha fatto la storia del cinema e che ora sembra fine a sé stesso, lascio qui sotto quelli che reputo i migliori film delle saghe create da Wan.

 

5)THE CONJURING 2

4)INSIDIOUS

3)INSIDIOUS 2

2)THE CONJURING

1)SAW