di Roberto Vigorita-

La storia dei piccoli investitori su reddit e la conquista di Gamestop

La recentissima vicenda che ha interessato la famosa catena di rivenditori al dettaglio di prodotti videoludici e non, Gamestop, la borsa statunitense e Reddit è uno spunto interessante per osservare sia il mercato mobiliare e degli strumenti finanziari diffusi presso il pubblico, sia le posizioni normative europee ed estere su questo tema, sempre così lontano, ma mai così vicino.

Al fine di analizzare appieno la situazione che ha visto contrapporsi migliaia di redditors (così gli utenti della piattaforma forum, news ed intrattenimento) al sistema finanziario USA, premettiamo cosa è effettivamente successo: il tutto può essere riassunto con questa frase “We’re not leaving! #GME”. GME è il nome dei titoli emessi e quotati in borsa della nota catena di seller al dettaglio Gamestop, la quale – in maniera non tanto dissimile da Blockbuster con l’avvento dei servizi on demand – non ha saputo reggere bene l’avanzamento dei tempi, con videogiochi sempre più dematerializzati e scaricati sui rispettivi stores e con il fisico ormai monopolizzato da Amazon. Alla progressiva chiusura dei vari Point of Sale presenti nel globo, i quali o si riinventavano vendendo Funko Pops e giochi da tavolo o soffrivano la concorrenza, è quasi naturale conseguenza la riduzione della fiducia riposta dai risparmiatori nel brand: con il pericolo di una prossima chiusura, chi è azionista tende a voler vendere le proprie quote il prima possibile, aumentando l’offerta di azioni presenti sulla piazza e, di conseguenza, una discesa folle dei prezzi d’acquisto.

Il sistema economico americano è totalmente diverso da quello nostrano, e quindi non dovremmo sorprenderci della immane frequenza con cui operazioni speculative, come quella che ci accingiamo ad analizzare, si verificano e producono effetti. I derivati o derivatives, citando la definizione data dalla CONSOB, sono strumenti finanziari il cui valore deriva “dall’andamento del valore di una attività ovvero dal verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente”. Questo evento – od anche altra attività – ne costituisce il “sottostante” del prodotto derivato, sulla base del quale si parametra. Tra questi derivati osserviamo le opzioni o options, le quali sono de facto un contratto che attribuisce un diritto, una facoltà, di scegliere se vendere (c.d. opzione put) o acquistare (c.d. call) una determinata quantità del bene “sottostante” ad un dato prezzo entro una certa data – nel qual caso parliamo di opzione “americana” – o unicamente allo scadere della stessa – ossia opzione “europea”. Nel nostro caso di specie il bene sottostante è appunto costituito dalle azioni GME di Gamestop.

Nello specifico, l’operazione derivata che circondava le azioni GME è quella delle cosiddette “vendite allo scoperto”, le quali sono operazioni su derivati che non sono basate sulla effettiva detenzione del bene sottostante, quindi non detenendo effettivamente tali asset nel proprio portafoglio di investimenti. Tali operazioni – dette anche naked short selling– si strutturano nella vendita ed immediato riacquisto di tali titoli non detenuti, qualora si ritenesse sicura una contrazione del valore degli stessi: in tal modo, se il valore si riduce, l’investitore avrà guadagnato pari alla differenza; viceversa, se il prezzo dello strumento fosse incrementato, il rendimento totale risulterebbe negativo. Tale scommessa al ribasso, quindi, prende di mira le azioni delle società quotate in difficoltà, delle quali è fortemente prevedibile una contrazione lungo l’asse temporale.

In Europa (e di conseguenza in Italia), tale operazione fortemente speculativa è limitata nel suo utilizzo, in quanto normata e definita nella EU Regulation on Short Selling (SSR o Reg. 236/2012/EU), che stabilisce regole stringenti per favorirne la piena trasparenza, totalmente vietando il ricorso al naked short selling, ossia operazioni di compravendita non “coperte” dall’effettiva detenzione – quindi neanche prestati – dei titoli azionari “sottostanti” ad esse, consentendoli esclusivamente nella loro variante covered.

GME, quotato sul New York Stock Exchange (NYSE), soddisfa tutti i requisiti tali da renderlo appetibile agli investitori statunitensi, diventando facile mira di operazioni speculative naked degli investitori Istituzionali. Fino a quando, il 19 Settembre 2020, sul feed del Subreddit r/wallstreetbets, l’utente u/Player896 sceglie di pubblicare un post molto dettagliato intitolato Bankrupting Institutional Investors for Dummies, ft. Gamestop, nel quale analizza la situazione della catena di negozi specializzata nella vendita di videogames, miracolosamente sopravvissuta fino alla new-gen di consoles (Playstation 5 e Xbox Series X), intravedendo un sicuro investimento tale da infastidire il mercato. Il post è rappresentativo dei piccoli investitori in proprio americani, vuoi per un sentimento di rivalsa contro i grossi hedge funds, vuoi per mero accelerazionismo, intenzione che coagula nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 2021, quando r/wsb decide di comprare in massa il titolo GME, facendo schizzare il placido andamento di 17 $ a 347,51 $, attualmente assestatosi a 325.

Sulla scorta di quanto sopra premesso, appare evidente come quest’operazione di sabotaggio abbia di fatto saltare sulla sedia gli speculatori, che hanno visto consistentemente negativi i propri rendimenti totali, seguiti da fortissime perdite: il pensiero dietro è semplice, “le persone non hanno né dimenticato né perdonato cosa è successo nel 2008. Non è per i soldi, ma per mandare un messaggio” denuncia uno studente ventitreenne della London University al TheGuardian, un sentimento di sfida contro chi, agli occhi dell’everyday man, appare come corrotto da un ciclo di guadagno fine a sé stesso e, come sopra osservato, basato su aria fritta e voli pindarici.

Emblematico è un altro post su r/wallstreetbets, del 30 gennaio 2021, di u/pieisoverrated, che spiega perché nessuno stia di fatto vendendo le azioni GME per trarne un veloce guadagno (a quick buck): “Ho appena visto un video di un miliardario dire che quanto sta accadendo è ingiusto. Ho visto un miliardario dire “sto solo cercando di guadagnare per vivere”. Ho visto un articolo chiamare r/wsb un gruppo di odio di estrema destra. Non ho visto alcun miliardario contrario a questo movimento parlare della crisi del 2008. Ma ho visto storie di famiglie di utenti di r/wsb deteriorarsi, giorno per giorno, a causa della crisi. Ho visto palesi ed eccessive manipolazioni del mercato, volte esclusivamente a tenere l’uomo comune fuori dagli investimenti. Ho sentito interminabili calunnie e lamentele lungo queste poche settimane. […] Questo è molto più che solo denaro. Suona molto cliché, ma è sacrosanto […]. Io non ho intenzione di ritirarmi. L’unica cosa che vi chiedo, se ne uscirete con le tasche piene, vi prego, fate qualcosa di buono e giusto con i vostri guadagni. Vi prego, non diventate come le avide sanguisughe di Wall Street”.

Cosa ne sarà di questa vicenda, non ci è dato saperlo. Probabilmente svanirà tanto velocemente quanto è rapidamente giunta. L’endorsement fatto da Elon Musk, o il sostegno di Alexandra Ocasio-Cortez, non sono che lo specchio di una situazione, quella americana, di profonda crisi, sia economico-politica che culturale ed ideologica. Segno di un american dream che ha fatto il suo corso, dall’edonismo reaganiano degli anni ’80 al post 9/11; indice di proteste – sia quelle per Black Lives Matter che l’assalto a Capitol Hill – non da condannare né da ciecamente abbracciare, ma solo da capire che dietro ci stanno delle persone e delle famiglie, dall’una e dall’altra parte.

Fonti

https://www.consob.it/web/investor-education/i-derivati

https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/short-selling.htm

https://www.esma.europa.eu/regulation/trading/short-selling#:~:text=EU%20Regulation%20on%20Short%20Selling,clear%20powers%20to%20intervene%20in

https://www.consob.it/web/consob-and-its-activities/short-selling

www.teleborsa.it/azioni-estero/gamestop-gme-us36467w1099-MDkuR01F/analisi?tab=2

www.theguardian.com/business/2021/jan/28/sending-a-message-gamestop-investors-on-why-they-bought-shares