A cura di Umberto Romano –

Perché è statisticamente certo che il virus arriverà (almeno alle porte) delle nostre “case”.


ebolaf
Il mondo intero è sempre abbastanza scettico riguardo le grandi epidemie, anche a causa delle immense cantonate pompate dalla stampa nell’ultimo decennio; vedi le varie “influenze” “aviaria” e “suina” o la “sars”.

Gli esempi sopra si sono dimostrati nella quasi totalità dei casi meno pericolosi della classica influenza “stagionale”, e spesso con la complicità della stampa sono state solo una formidabile pubblicità per consentire alla potentissima industria farmaceutica di vendere antivirali e vaccini; pensiamo solo che per la “pandemia” dell’influenza suina del 2009(che io mi sono beccato) il Regno Unito ha ordinato 132 milioni di dosi di vaccino, la bellezza di due dosi per ogni cittadino, usandone effettivamente solo 4, 25 milioni. Uno spreco.
Ma L’Ebola può essere paragonata a queste altre malattie? Assolutamente NO.

Il virus Ebola è stato scoperto per la prima volta nel 1976 in Zaire, si è dimostrato da subito un virus pericolosissimo ma parecchio controllabile, paradossalmente proprio “grazie” alla sua mortalità così elevata,  consumando velocemente tutti gli ospiti prima di poterne infettare altri. Oggi non è così.

Immagine al microscopio elettronico del filovirus. I filamenti hanno un diametro di 60 - 80 nm.

Immagine al microscopio elettronico del filovirus.
I filamenti hanno un diametro di 60 – 80 nm.

In Africa infatti l’epidemia di febbre emorragica di Ebola al 3/10/2014 ha infettato 7495 persone ammazzandone 3439, addirittura 2069 nella sola Liberia.
A Monrovia si fatica a contenere il Virus, gli ospedali scoppiano  di contagiati e per questo il personale medico è a forte rischio, ci sono notizie di alcune ambulanze che trasportano fino ad 8 persone, lasciandole nel mezzo di trasporto fino a che non si libera un posto nel centro medico; La stragrande maggioranza delle persone però, viene mandata di nuovo indietro, trovando nelle case una morte non solo certa, ma anche lenta e dolorosa.

INTANTO IN EUROPA

L’Ebola comunque non è sicuramente una malattia esotica, nonostante vediamo l’Africa occidentale così lontana, valutando solo i collegamenti aerei, possiamo sicuramente dire che è solo questione di tempo perché il virus arrivi nel vecchio continente; Ci sono seimila aerei a settimana che partono dai 4 paesi più colpiti verso Londra, altrettanti verso Parigi, migliaia di aerei partono invece alla volta delle grandi città del nord come “Il Cairo”e chi vorrebbe isolare la piccola Sierra Leone o la Liberia, dovrebbe spiegare anche come si fa oggi ad isolare l’Italia dall’Egitto.

Operatore Sanitaria misura la temperatura corporea ad una passante. Alle spalle un cartello segnala la pericolosità del virus. Monrovia, Liberia.

Operatore Sanitaria misura la temperatura corporea ad una passante.
Alle spalle un cartello segnala la pericolosità del virus.
Monrovia, Liberia.

La verità è che l’Ebola è già a casa nostra e addirittura ha già fatto il primo contagio. È Maria Teresa Romero Ramos, è così che il primo contagiato non ha la faccia dell’ “untore nero” così strumentalizzato da una certa stampa di destra, bensì ha il viso di una normalissima infermiera Madrilena; La Ramos in verità, è il paziente 1, in quanto a sua volta contagiata da Manuel Garcia Viejo, missionario Spagnolo in Liberia rimpatriato e deceduto, a causa dell’Ebola, il 25 Settembre.

                                                                                            INTANTO NEGLI U.S.A.

Anche il nuovo continente ha il suo paziente 0, è il Liberiano Thomas Eric Duncan, deceduto nei giorni scorsi a Dallas, e come in Europa anche negli “States” un’infermiera è stata contagiata, e quindi anche il paese del criticatissimo Barack Obama ha il suo paziente 1, anche in questo caso un’infermiera, anche in questo caso una presunta infrazione del protocollo “Anti-Ebola”.
Tutti noi speriamo, ovviamente, che dietro questi contagi ci sia l’errore umano e non che questo famigerato protocollo Anti-Ebola, non sia poi così “Anti” come ci vogliono far credere.
Lo stesso Duncan aveva preso un aereo per arrivare in Texas, è giusto quindi precisare una cosa: C’è una percentuale bassissima di beccarsi il virus in un aeromobile.
Nel 2004 un uomo volò malconcio dalla Sierra Leone prima a Londra e poi nel New Jersey, aveva la febbre di Lassa(ma la diagnosi fu fatta solo a destinazione), un virus che si trasmette nello stesso modo dell’Ebola, aveva febbre, diarrea e mal di schiena.Eppure non infettò nessuno dei 188 passeggeri che viaggiavano con lui. “L’antiallarmismo” distratto è una brutta cosa, ma la psicosi sfrenata è di sicuro una cosa più che cretina, lo insegna il paese che produsse “Virus Letale” nel 1995 (che trattava di un virus ispirato all’ebola), quanto possa essere stupido farsi prendere esageratamente dal panico: Dopo il primo caso a Dallas in una settimana ci sono stati 5000 segnalazioni di altri casi: tutte risultate false.