a cura di Filippo Attanasio –

 

Ricordo venti anni di politica italiana. Ricordo gli anni del “berlusconismo” e del giustizialismo. Gli anni dei continui insulti.
Ho 21 anni e, da quando ho iniziato ad appassionarmi di politica, mi è toccato scegliere: identificarmi nel “co******” che vota comunista o nello pseudo-intellettuale di sinistra che ama ostentare la propria superiorità sul credulone berlusconiano.
Francamente, ho sempre scelto la seconda via, sbagliando però i presupposti.

Ho sbagliato perché cresciuto con categorie errate e senza affidarmi ad una visione d’insieme che solo un percorso universitario, condito da scambi di idee e continua voglia di apprendere, sa dare.
Ecco perché, pur continuando a definirmi e identificarmi in un contesto politico di centro-sinistra, ho i brividi nel sentire ancora esponenti pubblici, anzi oso, politici, esclamare: “solo le persone non oneste votano Renzi.”

Non perché l’accusa sia rivolta nello specifico nei confronti dell’attuale premier, ma per il modo con cui coloro i quali vorrebbero “rifondare” la sinistra italiana sperano di ottenere consenso. E’ uno scenario già visto e fallimentare. Lo slogan dell’insulto non serve. Noi ragazzi di vent’anni siamo stufi dei talk show politici e del clickbaiting di matrice grillina.
Preferiamo parlare di sostanza e non di forma; di come possiamo renderci utile per aiutare il nostro Paese, producendo e non infangando.

 

Dunque, caro Landini, forse sarebbe il caso che spendesse le sue energie per noi ragazzi, magari senza omologarsi al livello medio basso che il panorama politico italiano attualmente offre, ma provando a differenziarsi. E se proprio ha intenzione di “scendere in campo”, colmando quel buco adesso presente a sinistra, farebbe bene a cambiare strategia o continueremo ad andare di ventennio in ventennio.