Intervista a Piervincenzo Lapenna, rappresentante degli studenti al CdA LUISS

A cura di Valerio Forestieri

Caro Piervincenzo, prima di parlare dell’Università, raccontaci chi sei. Qual è stato il percorso che ti ha portato a diventare rappresentante degli studenti LUISS nel Consiglio d’Amministrazione?

Raccontarsi è sempre una delle cose più difficili che si possa fare. Racchiudere in poche parole le esperienze ed i sentimenti che ti hanno portato a diventare la persona che sei è molto rischioso. La possibilità di ricadere nel banale, infatti, è dietro l’angolo, per non parlare poi di quella di sembrare presuntuosi. In ogni caso io credo di essere -su per giù- sempre lo stesso ragazzo di provincia che cinque anni fa, come tutti, si affacciava a Roma con il suo carico di speranze e paure. Quello che mi ha portato a diventare Rappresentante degli Studenti è stata la tenacia nel far prevalere alle seconde sempre le prime. Gli anni dell’Università, infatti, sono un periodo bellissimo ma, nei momenti di sconforto, quando tutto sembra più difficile di quanto non sia, dobbiamo essere bravi a fare in modo che ad avere la meglio sulle paure siano sempre le nostre speranze.

Quali sono gli obiettivi che sei riuscito a concretizzare da quando sei stato eletto? Quali, invece, le sorprese che hai ancora in serbo per gli studenti?

Gli obiettivi raggiunti sono veramente tanti ed il merito non è naturalmente soltanto il mio, ma è anche (e soprattutto) dei miei colleghi Rappresentanti di Dipartimento e dello Sport, che ogni giorno sono in prima linea in Università per ascoltare le problematiche degli studenti e dell’Università e di tutte le persone meravigliose che la compongono: dai nostri mitici commessi ed uscieri di Via Parenzo fino ai dirigenti ed ai direttori degli Uffici, che sono sempre pronti a recepire le nostre istanze, alcune volte perfino anticipandole.

Venendo al sodo però vorrei citarne tre, che a parere mio hanno contribuito a rendere più equo il percorso didattico dei miei colleghi e che sono: l’arrotondamento per eccesso del punteggio di laurea, la reintroduzione della tesi di particolare pregio a Giurisprudenza ed il grande aumento di sedi e posti disponibili nel bando Erasmus.

Per quanto riguarda le sorprese stiamo lavorando con il Professor Pessi – che, oltre ad essere il nostro Pro-Rettore alla Didattica, è una persona straordinaria e piena di energie- e con la Dottoressa De Felice – che è la responsabile dell’Ufficio placement dell’Università ed è un’amica del Dipartimento di Giurisprudenza (grazie a lei, infatti, è stato possibile realizzare il primo career day di Giurisprudenza)- alla stesura di una convenzione fra la nostra Università e l’Ordine degli Avvocati di Roma che consenta ai nostri studenti di anticipare i primi sei mesi di praticantato durante l’ultimo anno di studi. Il lavoro da fare è però ancora molto e c’è da incrociare le dita.

Nessuno può dire di conoscere tutte le sfaccettature dell’offerta formativa dell’Università meglio di te. Quali sono le opportunità che la LUISS offre e che le matricole non dovrebbero assolutamente lasciarsi sfuggire?

Se ci rivolgiamo ai nuovi immatricolati è doveroso parlare della biografia dello studente, un progetto che li assisterà fin dal loro primo anno nella formazione del loro curriculum. Si tratta di un’occasione unica che, a mio parere, non devono assolutamente sottovalutare.

Quest’anno accademico, molto probabilmente, vedrà adagiarti sul capo una corona d’alloro. Credi che le esperienze, le competenze e le abilità extracurrilculari che hai accumulato durante i cinque anni in LUISS rappresenteranno un valore aggiunto nel mondo del lavoro?

In definitiva, credo proprio di sì. Sono convinto che la LUISS, oggi addirittura più che in passato, sia sinonimo di qualità e sia una garanzia di successo sul mondo del lavoro. Questo perché i recruiters sanno che dietro un diploma di laurea della nostra Università ci sono tutta una serie di esperienze che è difficile ritrovare nei nostri colleghi di altri Atenei: mi riferisco ai tirocini, alle esperienze internazionali, agli stage ed a molto altro, tutte opportunità che in LUISS è facile, se non obbligatorio, fare.

Siamo arrivati alla fine. Alle matricole che varcano oggi, per la prima volta, la soglia dell’Ateneo, quale consiglio ti senti di dare?

Alle matricole mi sento di dare un consiglio in particolare: sentitevi giuristi. Sentitevi giuristi da subito, fin dal vostro primo giorno, anzi, sentitevi giuristi fin dalla vostra prima lezione; perché sentirsi orgogliosi di appartenere alla propria categoria ed innamorarsi del proprio lavoro è il primo, vero, segreto del successo.