A cura di Lupo Alberto

Cosa troverai in questa rubrica, caro lettore?

Dadaismo da brodo primordiale, surrealismo del surrogato digitale ed aria fritta con olio di palma.

Poi non dire che non ti avevo avvertito…

 

Matteo sbarca in America.

Bisogna ammetterlo, il Boyscout ha un’energia bestiale, un Napoleone 2.0: non si arrende mai ed è sempre pronto a ripartire. Una prova? Il viaggio in America, dove Matteo si è recato per apprendere le nuove frontiere del Lavoro, dell’impresa e dell’occupazione.

Non ti curar, o Matteo, delle chiacchere dei gufetti, per loro parlare di lavoro ed occupazione con Multinazionali della California (che prevedono la sostituzione dell’uomo con la macchina) è ridicolo e paradossale; vola anche sulle malelingue complottiste che affermano che il Pd ha finanziato la Fondazione Clinton (che per sdebitarsi ha pagato il viaggio a Renzi).

Matteo, tu guarda al futuro, continua così!

Però i fatti provinciali, come l’arresto di Romeo (non er gatto der Colosseo), i processi di Verdini son un passato che si presenta, caro Rottamatore.

Il vecchio Manzoni ti fornisce un gran consiglio: torna a sciacquar i panni in Arno, perché come diceva Vasco:” Siamo mica Americani!”

 

Trump, letal weapon.

Nonostante le star di Hollywood non lo possano vedere, Trump sarebbe un grande regista, ne son sicuro… e con questa affermazione rischio un incontro di boxe con De Niro.

Ma vorrei spiegare il mio pensiero: in settimana il Presidente ha annunciato al Congresso che la   crescita del Pil finanzierà le spese militari per ribadire la supremazia americana.

Bang bang, c’è un nuovo sceriffo in città!

Certo la corsa agli armamenti ha fatto leggermente arrabbiare Cina e Russia, che hanno annunciato reazioni. Un po’ di suspense fa sempre bene allo spettacolo.

La ricetta è made in Hollywood, infatti già Reagan (attore di western) l’aveva proposta negli Anni 80, quindi: perché infuriarsi con The Donald se lui ama tanto il cinema vecchio stile?

Comunque carissime attrici americane, se l’America non ve la sentite più vostra, qui in Italia vi accoglieremo a braccia aperte!

 

Caro Cesare, quanto ci manchi?

Si avvicinano le Idi di Marzo e passando da Largo di Torre Argentina non può non assalirti il ricordo del più influente uomo politico della storia di Roma, accompagnato da domande legittime. Come sarebbe considerato oggi Cesare? Ve lo siete mai chiesti??

Forse sarebbe un populista, un antisistema, un politico che scrive su Twitter #Venividivici #aleaiactaest. Mentre, su Facebook, posterebbe il “De bello gallico” con tante foto di lui in guerra??

Oppure sarebbe un illuminato progressista capace di rigenerare la politica ristrutturando la democrazia occidentale?

A voi la scelta, in effetti ardua ed impossibile da verificare coi fatti.

È certo che qualcuno porterà i fiori sulla tomba del grande Cesare. Perché a tutti manca, almeno un po’.