A cura di Gaia Gulino-

Intervista ai vincitori della squadra Jessup della Luiss
Si ringraziano i prof. Del Vecchio, Pustorino, Virzo, l’Avv. Pauciulo e il Dr. Custureri

Potete spiegarci brevemente in cosa consiste la Jessup?
Cristina Rapagnà: la Jessup è una delle maggiori competizioni di diritto internazionale, e consiste nella simulazione di un processo nella Corte Internazionale di Giustizia. Il caso di quest’anno aveva per oggetto falde acquifere, compensazione per Stati che ospitano migranti, protezione di beni culturali immobili. Si compone di due step: uno nazionale e uno internazionale.

In quanto tempo vi siete preparati per la competizione?
Filippo Maria Pietrosanti: siamo stati selezionati a Maggio 2016, ma il vero lavoro è iniziato a Settembre. Abbiamo lavorato per circa sei mesi, fino a Febbraio, e sono stati mesi davvero molto duri.

Come avete organizzato il lavoro di squadra?
Manfredi Marciante: all’inizio tutti abbiamo iniziato a studiare i vari punti, che poi abbiamo diviso verso Ottobre, in modo tale da rendere più facile l’analisi del caso. Inizialmente non facevamo differenze su quale parte difendere, ma cercavamo più materiale possibile per potere scrivere le memorie. Il lavoro è stato molto duro, ha richiesto una continua ricerca.

La competizione ha comportato sacrifici?
FMP: chi più ,chi meno, non siamo riusciti a dare tutti gli esami e ovviamente abbiamo perso molto tempo libero.
MM: io andavo a correre quasi ogni giorno, ma considerando le ore giornaliere di studio, e che per la competizione bisogna fare un approfondimento di almeno due-tre ore al giorno, non si ha completamente tempo libero.

Cosa vi aspetta ora?
CR: andremo a Washington. Continueremo a studiare perché il nostro obiettivo è ottenere un risultato pari almeno a quello dello scorso anno. Le gare avranno lo stesso format delle nazionali, con quattro round preliminari e le eliminatorie. Il livello della competizione è ovviamente molto alto.

Cosa vi ha dato la competizione in termini di crescita personale?
FMP: ti insegna a fare ricerca, a dare valore al sacrificio che fai, e noi ne abbiamo fatto tantissimo. Ti consente di conoscere un sistema diverso dal nostro, molto più improntato al common law, piuttosto che al civil law. Inoltre è un’esperienza che consiglio a tutti, anche a coloro cui non interessa una carriera internazionale.
MM: dà una conoscenza pratica e approfondita del diritto internazionale, il quale, a prima vista, potrebbe sembrare un diritto poco concreto. È un’esperienza che ti arricchisce sotto molti aspetti. Nella Jessup lavori non perché hai scadenze come negli esami, ma perché sai che devi fare la tua parte, altrimenti il team non può funzionare. Ognuno ha il suo piccolo ruolo.
CR: a prescindere dalla vittoria, ti dà un elevato livello di conoscenza. Fa capire quanto una squadra può funzionare insieme, dove puoi arrivare e come puoi mettere in pratica quello che fai. È un’esperienza che apre la mente e che non è paragonabile a nessun’altra dello stesso genere.