A cura di Alfredo Marini-

I dati di fatto sono i seguenti: lo Stato Nazione è al termine della sua esistenza, la Catalogna (come altre regioni) ha messo in discussione il principio costituzionale dell’indivisibilità dello Stato Nazione e il conto alla rovescia per la nascita de gli Stati Uniti d’Europa è già iniziato.
La crisi organica, scrive Gramsci, è un momento oscuro della vita sociale nel quale un vecchio ordine si dissolve ed uno nuovo si sta sostituendo ad esso senza che si sia costituito definitivamente.
Tale crisi sistemica investe lo Stato (e tutta la sua struttura), i partiti, le associazioni e la classe dirigente non più rappresentativi delle istanze delle masse.
Viviamo nel pieno di una crisi organica. In Europa lo Stato Nazione ha compiuto la sua missione storica e si avvia verso l’autodistruzione.
Lo Stato Nazione perde autorità incapace come è di fare sintesi degli interessi e delle istanze della propria comunità.
La Globalizzazione porta, noi europei in primis, a rivedere i concetti alla base del nostro modo di organizzare la società, la politica, i sistemi economici e di guardare il mondo.
Mancano punti di riferimento in un mondo che muta costantemente lasciando nell’incertezza le genti in cerca di risposte e garanzie.
La mancanza di certezze porta disordini irrisolvibili dall’attuale classe dirigente di stampo nazionale, per una inadeguatezza di strumenti e di idee. In questi periodi privi di solidi riferimenti ideali, forieri di grandi disordini e grandi sofferenze si formano uomini capaci di imprimere la svolta.
Nei periodi in cui tutto è messo in discussione, in cui gli ordini costituiti crollano rovinosamente, l’umanità migliora e progredisce ponendo le basi per nuove idee e ordinamenti.
In un mondo in continuo mutamento l’Europa non può avere la vana illusione di riuscire ad autoconservarsi, se il mondo cambia anche l’Europa dovrà cambiare; è necessario prenderne coscienza ed elaborare soluzioni da applicare prima possibile.
La risposta ai problemi che stanno attanagliando l’Europa è la creazione di una Federazione Europea.
Gli Stati Uniti d’Europa non sono un sogno o un’utopia, ma una necessità irrinunciabile.
Negli ultimi decenni il dibattito politico nelle nazioni del Vecchio Continente si è focalizzato sulle tematche europee e oggi abbiamo uomini che si battono apertamente per questo obbiettivo.
Ho apprezzato molto il discorso pronunciato da Emmanuel Macron alla Sorbona, dove ha esposto le sue proposte per riformare l’UE. Nonostante il ridimensionamento della Merkel il giovane Presidente non ha voluto smentirsi disegnando un progetto per giungere ad un’Europa sovrana, unita e democratica”.
È necessario, ha riferito, costituire un esercito continentale iniziando dallo scambio di personale militare tra i vari paesi dell’UE per giungere ad una “cultura strategica comune”.
Creare un bilancio unico per la difesa, un’accademia europea per i servizi di intelligence, una protezione civile comune, un centro per la gestione delle domande d’asilo.
Macron ha altresì proposto la creazione di una leadership europea nel contrasto ai cambiamenti climatici, di un’agenzia europea per l’innovazione e la costituzione di liste transnazionali per integrare i seggi lasciati vacanti dal Regno Unito.
Molte proposte di Macron sono anche un chiaro segno di intesa con il nostro Paese.
Lo stesso Juncker, nel suo discorso sullo stato dell’unione, non ha lasciato molti dubbi quando ha chiesto la creazione di un bilancio unico, di un Ministro unico delle finanze e l’elezione a suffragio universale del Presidente della Commissione europea.
Sullo stesso solco e con toni marcatamente federalisti si trova Verhofstadt e tanti altri volti meno noti che lavorano su questo progetto, ogni giorno, in tutta Europa.
Non vi è la minima ombra di dubbio, l’Europa politica è richiesta e ci sarà poiché la nascita degli Stati Uniti d’Europa è un evento naturale.
Molti interrogativi però restano. Visto che la nascita di uno Stato federale europeo è certa, diverse sono le strade per raggiungere l’obiettivo, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti.
Gli attuali stravolgimenti in Catalogna potrebbero mettere in moto meccanismi imprevedibili. La domanda è si arriverà alla totale dissoluzione degli Stati nazionali continentali per giungere agli Stati Uniti d’Europa con nuove numerose e piccole entità statali oppure si costituirà una federazione partendo dalla “falsa riga” degli stati nazionali (ridimensionati) attuali ?
Potremo rispondere a queste domande solo vivendo la storia, che in questo periodo disegna una nuova geografia come un fiume in piena.
Nei periodi d’incertezza si trova la forza per migliorare, i momenti difficili generano uomini capaci, ci saranno uomini capaci e si farà ciò che è necessario per fondare una nuova grande Patria inclusiva, democratica e forte.
Siamo e saremo patrioti e cittadini d’Europa