di Lupo Alberto-

Non potendo uscire, vi tocca leggerla, cari i miei lettori. Auguri.

La Previdenza non è mai troppa…

Accanirsi sulle difficoltà altrui è veramente un abominio indegno di un uomo, fortunatamente questa rubrica non corre il rischio di perdere la dignità, non avendola mai avuta.

Fedele all’infedeltà che lo contraddistingue, Lupo Alberto si appresta a banchettare delle spoglie di un ferito grave: INPS, ossia Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale.                                                 Tutti sappiamo del blocco del sito di detto Istituto, preso d’assalto dalle richieste di chi, in questo periodo di fortissima emergenza ha necessità di sostegno economico. 

 Riguardo a queste povere persone non riesco a fare ironia, anche sforzandomi, perché chi lo sa se un giorno il mio tetto non sarà il cielo? Chi può sapere se un giorno o l’altro a bussare al sito INPS non sia un ex-irritante titolare di una sedicente rubrica? La probabilità è alta, anzi altissssssima. 

Finite le considerazioni sulla miseria dell’esistenza umana e sul totale pessimismo, mi ricordo di essere un saprofita e torno alla carcassa dell’Istituto.

Il sito non funzionava, ma perché? Forse decine di milioni di accessi sono troppe o forse erano senza benzina, avevano forato, la lavanderia non aveva lavato le camice, c’era le cavallette, i barbari, non esistono più le mezze stagioni: insomma non è stata colpa loro!

Tuttavia, una domandina piccina piccina sovviene quasi spontanea: non potevano pensarci prima? Vorrei far notare che dal 9 marzo la gente è chiusa in casa, cara Previdenza Sociale, inoltre molto spesso si è annunciata una disponibilità notevole di fondi e sussidi. 

In Italia spesso mari e monti promessi diventano briciole, ma almeno davanti alla malattia credevo si fermasse questo atteggiamento, e che almeno la Previdenza fosse previdente. Ed invece no.

Ma cosa potrebbero rispondermi i difensori della Previdenza?

Eeeh ma sono uomini molto impegnati i signori dell’INPS, d’altronde non è prevedibile che avendo città deserte, ospedali pieni, cimiteri stracolmi e un’economia in putrefazione, la gente si fiondi su ogni genere di vero o potenziale sostegno. Anche voi, Italiani, abbiate pazienza! Abbiate contegno. L’INPS va capito, le critiche dovrebbero essere costruttive.

 Chi aspettava quei soldi che non ha avuto si accontenterà di ciò? 

Nessuno mette in dubbio la Buona fede della Previdenza, sia chiaro, però una Previdenza non previdente è davvero un colpo al cuore del Paese, a cui non possono bastare balconate, inni, slogan, hastag.  

Esiste già questa rubrica che ha bandito la serietà, non fatemi concorrenza vi prego! Poi mi tocca collegarmi anche io, e si comincia da capo!

Tolte le vesti dell’indignato speciale, mi auguro che ogni lettore stia bene, e che l’Istituto possa funzionare al meglio.

Crisi dello Stato di Diritto: divorzio alla magiara e all’italiana

Il giornale che ha la sfortuna di avere questa rubrica ha pubblicato un notevole articolo sulla situazione in Ungheria: L’erede di Santo Stefano.

Dato che, per me, Santo Stefano, prima di leggere l’articolo era solo il giorno in cui si mangiano gli avanzi di Natale, ve lo consiglio.

Che dire sul simpatico “democratico illiberale” Orban?  Criticato da alcuni, ma ben visto dai leaders sovranisti nostrani, che tra un eterno riposo e un tweet si occupano anche di politica estera, dato che la scena politica interna è occupata dal Governo del Decreto.

 Il cattolico Orban ha voluto divorziare dallo Stato di Diritto con un voto parlamentare. Un divorzio duro, veloce, marziale: alla Magiara.

Pure in Italia è morto lo Stato di Diritto? Non esageriamo, i morti sono tanti e non sono Stati, ma persone.

No, è solo un divorzio all’italiana, più dolce, più silenzioso, ma pur sempre una separazione, fatta di pioggia di decreti, di dirette Facebook, conferenze a reti unificate.

E poi: chi si occupa dei divorzi se non l’Avvocato? E chi meglio di noi ha un solo Avvocato per tutto il popolo?

Alitalia: la storia infinita 

Serrati nelle nostre dimore cosa c’è di più bello che leggere un libro? Guardare film, serie, cucinare, scrivere inutili rubriche su giornali universitari. 

Ok, però, dopo tutto, ci vogliamo prendere del tempo per leggere? Ebbene, un bel libro (ah, guardate #iurisconsiglia ) può essere “La storia infinita” di Ende. Se volete c’è pure il film.

Ma più infinita della Storia infinita è la storia di Alitalia, che anche in questa crisi da Covid 19 spunta fuori come un fungo. 

Nei vari provvedimenti spunta fuori un bel piano di alcuni miliardi (briciole, sia chiaro) per provvedere al salvataggio della compagnia di bandiera. 

Salvare Alitalia non è affatto sbagliato, anzi, è comprensibile difendere le nostre aziende, certo che farlo mentre si prendono decisioni di altra natura, non è il massimo della serietà.

Certo, questa rubrica è la Gazzetta dei Pagliacci, quindi non può richiedere serietà al Governo, soprattutto al Governo del Decreto, il più serio governo della storia repubblicana. Però il Giullare di King Lear avvisa, ammonisce: potrebbero esserci dei rischi a fare “decreti raviolo”, farciti di altro. 

Quali rischi? Mah, io direi un gruppo di paesi del Nord Europa che, vedendoci cucinare queste specialità, potrebbero pensare male, e ritenere che l’Italia chieda aiuti per farsi i suoi comodi e non per l’emergenza.

Tuttavia il Governo è serio, diversamente da questa rubrica.