di Lupo Alberto-

In questo ultimo periodo sembra che tutto il Mondo sia più matto del solito. Questa rubrica ha un primato mondiale: noi si delirava quando tutti erano calmi e razionali! Cari lettori, siete avvisati!

 Iconoclasti 4.0

Ricordate l’Imperatore Leone III Isaurico? I roghi delle icone nell’Impero Bizantino?  Ah, no? Beh andatevi a vedere qualche video degli storici su youtube o cercate sulla Treccani. Qui non insegno gratis. Cosa c’entra un Imperatore nel 2020? Poco, in effetti, ma è un esempio di come nella Storia siano già esistiti movimenti contrari ai simboli e alle raffigurazioni, come sta avvenendo sull’ondata delle proteste anti-razziste.

Non ho volutamente citato i fanatici che distrussero Palmira o le statue Buddhiste in Afghanistan, perché l’accostamento sarebbe solo provocatorio e non utile ad una riflessione. Non preoccupatevi DeliRando rimane poco serio, anche se ogni tanto prova a pensare.

È giusto abbattere i monumenti di personaggi del passato considerati esponenti del razzismo?

Prima di tutto (grazie Gigino per avercelo insegnato), chi decide se un personaggio storico è razzista? Inoltre, è corretto dal punto di vista storico adoperare canoni e modi di pensare attuali per giudicare azioni e pensieri di uomini e donne vissute in altri contesti?

Non ho le risposte in tasca, ma ritengo che prima di abbattere una statua sia necessario ragionare.

Il razzismo c’è stato e c’è ancora, tuttavia mi risulta che atteggiamenti razzisti siano tenuti da uomini in carne ed ossa, non da statue o da monumenti. Correggetemi se sbaglio.

Analizzando quali statue sarebbero dedicate ai razzisti, possiamo trovare anche il nostro Colombo, detto Cristoforo, decapitato e anche un mostro sacro del giornalismo italiano, Indro Montanelli.

Sul navigatore ligure passo oltre (mi perdonerà, tanto siamo conterranei), ma l’oltraggio alla statua del giornalista toscano non può essere tralasciata.

La polemica nasce perché nel 1935, l’allora 26enne Montanelli, comprò e sposò una ragazzina africana di 14 anni. Era il tempo della Guerra di Etiopia, una guerra coloniale portata avanti dal Regno d’Italia, governato dal noto Benito Mussolini. Chi vendette la fanciulla fu la sua famiglia e alla fine della guerra la ragazza venne ceduta ad un soldato africano, con cui ebbe 3 figli.

Molti sanno (forse non gli imbrattatori) che davanti al dittatore di Predappio, il giovane Montanelli presentò un articolo contro il razzismo! Pare che l’articolo sia stato molto apprezzato dal Duce che definì il razzismo:” roba da Biondi!” (non aveva notato che chi lo aveva scritto, ossia Indro Montanelli, era quasi biondo).

Dunque: i nuovi antirazzisti hanno imbrattato la statua di un vecchio antirazzista, ma è normale in Italia, dove gli intellettuali ce li ricordiamo solo quando ci fa comodo.

La mia opinione è che il razzismo continuerà a vivere finché trionferà l’ignoranza.

 

Stati Generali e brioches.

Il Nostro Avvocato ha fatto l’upgrade: convoca gli Stati Generali. Il Presidente svela la sua indole da Re taumaturgo e invita esponenti del mondo economico e sociale nella meravigliosa Villa Doria-Pamphili. Pare non ci sia un campo da pallacorda, ma per il resto è magnifico.

Su questo giornale universitario, Iuris Prudentes, potrete trovare numerosi articoli in cui si illustra la situazione italiana ed Europea in questo momento: attingete da lì le vere informazioni, non da questa rubrica.

Comunque, si è tornati al meraviglioso periodo dei Congressi, dei Valzer, degli inviti, dei baroni, conti, marchesi e duchi. Cosa volete di più? Saloni principeschi, tavole imbandite ove gustare il caffè con meravigliose brioches glassate e discutere della ripresa.

È il nuovo Illuminismo, basta con i populismi e i vari movimenti di piazza, si torna alle menti fini e raffinate. Infatti le Opposizioni scioviniste e urlanti non son presenti, loro vogliono il Parlamento.

In verità anche lo sceriffo della Campania Felix, il Mitologico Presidente Vincenzo De Luca, ha espresso con tagliente ironia la sua opinione su questo “concilio ecumenico”. Tuttavia, cosa può un semplice sceriffo contro il Governo della Ripresa??

Chi si può lamentare di questo moderno Filippo il Bello? Ci guarirà tutti dalla scrofola e ci traghetterà fuori da questa crisi.

Politica, solamente politica

Non si può imputare a questa dannata rubrica di essere gentile con il Governo giallorosso, o meglio, si può benissimo imputare qualunque cosa a sta Gazzetta dei Pagliacci, ma a nessuno importa di farlo.

Fatta questa inutile premessa, è da segnalare che la Procura di Bergamo sta indagando per presunte responsabilità del Governo nel non aver dichiarato una zona rossa nel bergamasco. Mi auguro che il Governo BisConte non cada per una vicenda giudiziaria.

Non è corretto attribuire una responsabilità penale in questo caso, ma bensì una responsabilità politica: i Governi si creano e si disfano in Aule che non sono quelle giudiziarie, ma parlamentari.

La politica è questa: brutta e cattiva, fatta da sangue e forse anche da deiezioni, tuttavia è questa!

Finita questa breve chiosa.