di Lupo Alberto-

In questo annus horribilis, cari lettori, persino leggere questa rubrica è diventato un piacere. Magra consolazione.

Il Parlamento è più magro: la dieta via referendum.

Domenica 20 e Lunedì 21 settembre 2020 gli italiani si sono recati alle urne per votare sul quesito del referendum costituzionale. Il Sì ha stravinto, con quasi il 70% dei consensi, ora lo Stivale ha 400 deputati e 200 senatori.

Chi ha vinto? Tutti. Infatti i principali partiti hanno caldamente appoggiato il Sì, sia i grillini, da sempre anti-casta (scusate lo slang), ma anche la Lega, che in effetti è stata per oltre un anno compagna di merende del Movimento. Non dimentichiamoci il PD, nonostante i suoi dubbi amletici e Fratelli d’Italia, insomma sia Governo che opposizione.

Il carro dei vincitori è strapieno, la democrazia ora è migliore, non siamo più un Paese arretrato.                                Tutto molto bello, ma la legge elettorale?

Quando uno dimagrisce, di norma, compra vestiti di taglia diversa, ergo bisognerebbe adattare al nuovo assetto la legge elettorale. Come fare? Già è dura trovare un accordo PD-M5S per le Regionali (di cui vi parlerò tra poco), chissà quanto ci vorrà per trovarne una.

Siete preoccupati? Credete che molti territori del Nostro Paese non verranno rappresentati? La soluzione?                       BETTER CALL GIUSEPPI.

3 a 3, ma non è pallone? Ah sì, le regionali!

Dato che il campionato non ci ha riservato ancora troppe emozioni, è giusto parlare di Regionali 2020. Ammetto che è noioso fare discorsi seri, tuttavia sono dentro un giornale, onde ragion per cui mi tocca fare finta di essere un fine analista politico.

Il Centrosinistra mantiene 3 regioni, la Toscana, la Puglia e la Campania, mentre il Centrodestra resta saldo in Veneto e in Liguria, con la new entry Marche, strappata al Centrosinistra.

Insomma: 3 a 3, anche se in Veneto il 77% degli elettori ha scelto Zaia, un plebiscito, mai visto prima.                    In Liguria Toti guadagna 15 punti percentuali rispetto a 5 anni fa e batte l’alleanza (unica in questo turno elettorale) PD-M5S, che appoggiava il giornalista Sansa. Italia Viva ha preferito correre da sola, non superando il 2,5% con Massardo.                                                                                                                          Le Marche vedono il trionfo della Meloni, che porta alla presidenza il suo candidato Acquaroli, strappando la regione al Partito Democratico.                                                                                                                                  In Campania, trionfo di De Luca, senza l’appoggio del Movimento5s, mentre il Centrodestra non arriva al 20% con Caldoro. Polemiche tra Salvini e gli altri alleati per il risultato.                                                          In Puglia vittoria di Emiliano, nonostante il candidato renziano Scalfarotto e la candidata grillina Laricchia che avrebbero potuto togliere voti. Fitto non arriva al 40%, anche qui polemiche tra gli sconfitti.

Ma la vera battaglia era la regione Toscana, dove Salvini aveva lanciato la sua candidata Ceccardi, contro Giani, quota PD, ma vicino a Italia Viva. I grillini avevano il loro candidato e non si sono alleati a Giani.                                                                                                                  Come in Emilia-Romagna lo scorso 26 gennaio, si prospettava uno scontro tra civiltà, una lotta tra Bene e Male, ma sta volta non c’erano Sardine o Amici tonno alla Pinocchio a correre in aiuto del Centrosinistra. Tuttavia la Toscana non è regione da cadere così facilmente nelle braccia del Centrodestra, ed infatti Giani ha vinto.

“Scampato pericolo” dice il Segretario Democratico Zingaretti, ma bisogna chiedersi se il pericolo era la possibile vittoria di Salvini o la possibilità che qualcuno di interno al PD chiedesse la sua testa in caso di sconfitta?

La Guerra al Covid non è finita, ma anche il resto non scherza.

Perché non ho messo questo pezzo subito all’inizio? Perché se no, mi intristivo e non scrivevo più (non sarebbe una gran perdita, mi direte).

I casi in Italia sono in continuo aumento, ma rispetto a tanti altri Paesi anche europei, siamo messi bene. Gran Bretagna, Francia e Spagna stanno registrando un forte incremento di casi e si teme per un altro lock-down. Inoltre, nella capitale francese c’è stato l’ennesimo attacco, forse di matrice islamica.

La situazione è grave anche in India e negli Stati Uniti, che sono percorsi da mesi di proteste e scontri, tutto a pochi mesi dalle elezioni presidenziali di novembre. Si preannuncia uno scontro molto duro tra Biden e Trump, con il rischio che non vengano accettati i risultati delle urne, specie il voto postale.

Intanto nel Vecchio Continente la situazione non è rosea in Bielorussia, dove continuano le proteste contro Lukashenko e le repressioni.

Che dire, proprio un bel anno, ma occhio a lamentarsi, “Potrebbe andare peggio…” Igor insegna.