LA SCISSIONE DELLA BALENA

A cura di Matteo Politano

La balena bianco-rossa si è spaccata. Di nuovo. Il più grande partito del paese, il più amato e odiato, la principale forza di governo da 4 anni. L’Assemblea Nazionale del PD, il 19 febbraio, non ha decretato una fine, ma una ennesima rottura, inevitabile dopo la vicenda referendaria e la guida triennale di Renzi. Ma la realtà è che si tratta di una spaccatura insita nella natura stessa del PD. Il quadro nel centro-sinistra attualmente è questo: il PD, che il 30 aprile sceglierà il nuovo segretario, tra Renzi, Michele Emiliano, governatore della Puglia che ha deciso di rimanere nel partito ed Andrea Orlando, ministro della Giustizia del Governo Renzi, confermato da Gentiloni. Il Movimento dei Democratici e Progressisti, ex ala sinistra del PD, guidato da Enrico Rossi, governatore della Toscana, e Roberto Speranza, sostenuto da Bersani e d’Alema. Sinistra Italiana, l’ex SEL, con dei fuoriusciti dal PD e dal M5S. Campo Progressista, la nuova creatura di Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano vicino a SEL. Possibile, il movimento di Pippo Civati, fuori dal PD dal 2015. Ed infine le decine di partiti comunisti, nessuno sopra il 2%. Facendo un raffronto storico, risulta evidente la differenza col passato. La Democrazia Cristiana era conosciuta come la Balena Bianca, analogia con la Moby Dick di Melville, enorme cetaceo che ingoiava di tutto per difendersi. Allo stesso modo la DC, nel nome della lotta al comunismo, incamerò destra e sinistra che condividevano tale scopo. Ma la balena PD pur molto simile, è così diversa! Il nemico da fermare c’è: se nel 2008 era Berlusconi, oggi il pericolo è il M5S. Ma ciò che manca nel PD è che, se anche la DC era un partito in cui le correnti si sgambettavano, in cui gli Andreotti, Moro, Fanfani e Forlani facevano cadere governi e cambiare alleanze, mai nessuno ha pensato di staccarsi dal grande partito, disperdendo gli elettori. Il PCI era cosa diversa: ispirato al modello del “centralismo democratico” sovietico, il suo principio cardine fu sempre “libertà di discussione, unità d’azione”. Le correnti erano vietate per statuto, ma ne sono nate 3 all’interno del partito: una più a destra, una più a sinistra, ed una più centrista che ha sempre espresso il segretario. Mentre “il PD è stato una fusione a freddo, un amalgama mal riuscito”, diceva Massimo d’Alema già nel 2008. Già nel primo anno di vita del nuovo soggetto politico le stesse perplessità e le stesse polemiche. E lo stesso d’Alema che, come oggi, tramava per ottenere ciò che vuole.

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