Il mio viaggio con (e per) Iuris Prudentes

di Simonetta Trozzi –

La carta lucida, i colori accesi, la bilancia e la penna. 

Sono state queste le costanti che mi hanno accompagnata nel mio viaggio con e per Iuris Prudentes

Ho sempre ritenuto che per lo studente di giurisprudenza questa testata rappresenti l’opportunità di coniugare diritto e scrittura, di vedersi crescere in rapporto al mondo, alle proprie curiosità e aspirazioni. Se non altro, posso affermare che questo è stato Iuris per me.

 

Onorata di aver impresso in un documento, il Vademecum, le caratteristiche e le indicazioni per la redazione di un Responsum; onorata di aver intervistato per Iuris i premi Nobel per la Pace. Quando, appena redattrice, scrissi il mio primo pezzo dal titolo Riflessioni di una studentessa di giurisprudenza ero davvero emozionata. 

Anche ora lo sono, forse più di allora, sempre più consapevole del fatto che la grande opportunità che ho avuto è stata quella di aver usufruito e di aver forgiato allo stesso tempo questo progetto. Ecco perché oggi, arrivata alla “meta”, non posso che essere grata per questo viaggio fatto Con e Per Iuris: sono “stata” parte del futuro di questo progetto, come Iuris lo è “stato” parte del mio.

 

C’è una bellissima poesia di Konstantinos Kavafis dal titolo Itaca, metafora dell’esistenza umana. Non trovo parole migliori di quelle del poeta per esprimere come – diversi anni e esperienze dopo – il mio viaggio, al pari di quelli più importanti dell’esistenza di ciascuno, è stato più significativo della meta.

 

“Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in cammino: che cos’altro ti aspetti?”.

 

Come in tutti i viaggi, anche in questo, ci sono stati dei compagni che la fortuna ha voluto essere stati i migliori che avrei mai potuto conoscere.

Grazie a Paolo e Francesca, che mi hanno accolta nella squadra, a Valerio che mi ha voluto Caporedattrice, grazie a Giulio che mi ha proposto di stilare la Guida per scrivere un Responsum e per avermi coinvolta in diversi progetti per Iuris. 

 

A Elena va il mio augurio di rendere sempre più ricco il viaggio per tanti altri come me.

 

Proverò nostalgia, lo so, perché Iuris è un “luogo” speciale…  raggiungibile solo da chi è disposto a crederci e valorizzarlo. 

 

Arrivederci, Iuris Prudentes.

 

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