Minirecensione di Diamanti Grezzi

Netflix colpisce ancora. Diamanti Grezzi è parte di un percorso atto a migliorare il catalogo della piattaforma streaming, percorrendo le orme del buon gusto. Le vicende dello strambo gioielliere ebreo Howard Ratner catapultano lo spettatore in un mondo di pregevole fattura che colpisce per la forte autorialità. Così i fratelli Safdie, registi del film, raccontano una New York dove avidità e corruzione si manifestano attraverso una realtà fittizia in cui basket, bigiotteria e scommesse diventano l’escamotage per una denuncia sociale insolita. Affinché questo contesto prenda vita, una stupenda fotografia ha il compito aiutare a immergersi nella storia conferendo all’atmosfera un ritmo che va di pari passo con una narrazione colma di riferimenti. I gangster movies anni 70 diventano una bussola e per questo motivo la produzione esecutiva di Martin Scorsese ha il prezioso compito di vegliare sul progetto trasmettendo saperi encomiabili e influenzando una sceneggiatura figlia del grande regista americano. Sebbene lo spettatore venga gettato in una situazione confusa e distante, nel corso degli avvenimenti assumerà una consapevolezza e potrà orientarsi al meglio nelle storie che hanno come protagonista assoluto un Adam Sandler in grande forma. Il comico americano si toglie i sassolini dalla scarpa e sorprende il pubblico con un’interpretazione drammatica grandiosa, conferendo al protagonista un’ironia unica e capace di caratterizzare gli eventi della pellicola. L’originale Netflix, pertanto, non è solo il frutto di un grande impegno professionale di figure note del cinema americano, ma anche uno strumento di rivalsa per una troupe vogliosa di dimostrare il proprio valore, motivo per cui la pellicola è carica di sentimento, traducibile in una grinta sempre più rara in un mondo come quello hollywoodiano, dove spesso tecnicismo e arte prendono direzioni separate.

VOTO: 7,5/10

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