Iuris Prudentes, la mia parentesi di meraviglia nel labirinto universitario

La vita è un grande puzzle di esperienze. La realtà ci vede giovani in corsa, affannati alla ricerca di una meta, alla ricerca della nostra identità da adulti. Nel labirinto tortuoso della ricerca, i più scaltri aprono delle parentesi che addolciscono il percorso, alleggeriscono le fatiche e ci abbracciano nelle difficoltà.

Così, in modo quasi inconsapevole, il mio percorso universitario sta volgendo al termine. Il tempo mi è forse sfuggito di mano come una saponetta bagnata, eppure ho assaporato ogni attimo con intensità e determinazione, ma non sono stata mai sola. Se chiudo gli occhi sento ancora lo svolazzare emozionato del vestitino giallo che indossavo alla mia giornata della matricola, correva l’anno 2015 e tra la folla fremente di Viale Romania mi diressi con convinzione verso l’angolo dei giornali universitari. Ricordo ancora i volti entusiasti dei ragazzi più grandi che stringevano tra le mani lo scintillio patinato delle loro copie nuove di zecca, quelle che si erano affannati a scrivere e stampare durante i mesi estivi.

Con Iuris Prudentes è stata un po’ un’affinità elettiva, una ingiustificata e persistente sensazione di familiarità e appartenenza che colorerà sempre i miei ricordi universitari.

La scrittura è la costante della mia vita, il mio veicolo espressivo nonché la parte più importante
della mia identità. Quella ragazzina con il vestitino giallo che si aggirava entusiasta tra i corridoi
universitari forse non lo aveva ancora pienamente compreso, è stata una costruzione lenta e
diluita, di cui Iuris Prudentes è parte integrante.

Negli anni ho avuto la fortuna e l’onore di diventare dapprima caporedattrice e poi vice direttrice. Mi sono passati tra le mani articoli brillanti, ho visto persone vincere la timidezza di esprimere la propria opinione, ragazzi entusiasti di essere parte di qualcosa di speciale. “Being part of something special makes you special” dice Rachel Berry in Glee e, al termine di questa
esperienza, non posso che darle ragione.

Iuris Prudentes è sempre stata una fucina di idee, un luogo in cui le opinioni più disparate
convivono fianco al fianco in un arricchimento reciproco e costante.

Io ho avuto la fortuna di avere accanto a me persone incredibili, direttori intraprendenti, creativi e instancabili. Ho avuto la fortuna di instaurare amicizie solide che mi hanno arricchita
professionalmente e umanamente. Per questo ringrazio tutti coloro che, insieme a me, hanno
ricamato le pagine di questo giornale. Grazie soprattutto a Valerio, Giulio ed Elena, i direttori che in questo percorso mi hanno guidata e che ho il piacere di chiamare amici.

Spero che sempre più studenti percepiscano che dietro quelle pagine, dietro quegli articoli, c’è
molto più che semplici parole. Al di là di WordPress e della carta stampata ci sono discussioni
infinite, serate in compagnia, aneddoti esilaranti che non ci stancheremo mai di raccontare e che, ogni volta, ci portano a ridere fin quasi alle lacrime.

Mi auguro che le prossime leve possano vivere questo e molto altro, mi auguro che le distanze
fisiche possano assottigliarsi sempre di più grazie alla forza delle parole. Perché nel labirinto della vita c’è bisogno di parentesi di meraviglia e Iuris Prudentes è proprio questo.

In ultimo non posso che rivolgere un augurio speciale ad Annachiara e a tutto il nuovo direttivo. Ti auguro di prendere le redini di questo giornale con la determinazione e la gioia che ti
caratterizzano, ti auguro di vivere al meglio questa esperienza, e che il tuo entusiasmo travolgente e frizzante possa traghettare questo giornale verso nuovi orizzonti intrisi di bellezza, cultura e novità.

È stata un’avventura incantevole che non mi stancherò mai di ripercorrere tra le pagine della mia memoria, custodendone il ricordo con la stessa cura con cui conservo i tanti numeri di Iuris sugli scaffali della mia libreria. Ad Maiora.

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