Amara analisi di primavera 2021

di Marco Romolo

Dall’ emanazione di un ordine di sfratto di sette famiglie palestinesi per far spazio a coloni israeliani, nelle ultime settimane si e’ assistito ad un escalation di violenza tra Israele e Palestina che non si vedeva da anni.

Questa la situazione attuale; Israele fa appello al diritto di legittima difesa della carta ONU (art. 51), poiche’ il primo ad aprire il fuoco e’ stato in effetti Hamas (Palestina), ed ora puo’ legittimamente rispondere all’aggressione.

Prima facie la posizione israeliana sembra legittima ed assolutamente conforme al diritto internazionale.

Tuttavia, il diritto di legittima difesa cui fa appello il nostro alleato, si basa su tre principi: necessita’, proporzionalita’ ed immediatezza. Applichiamoli al caso in questione.

  • Necessita’: Israele ha ufficialmente dichiarato come il suo sistema antimissilistico ha intercettato e distrutto in volo la maggior parte dei missili di Hamas (Palestina). Inoltre, sempre secondo le fonti israeliane, la qualita’ dei razzi palestinesi era cosi scarsa che alcuni sono caduti nella striscia di Gaza stessa.
  • Proporzionalita’: a fronte di qualche centinaia di missili di Hamas l’attacco israeliano va avanti incessantemente da giorni con migliaia di testate. I palestinesi non hanno sistemi di intercettazione missili.
  • Immediatezza: la riposta non puo’ protrarsi nel tempo piu’ di quanto serva ad eliminare la minaccia.

Ebbene, che ognuno valuti in cuor suo quanto sia conforme il nostro alleato israeliano al diritto delle Nazioni Unite. Quello palestinese non e’ stato un attacco ma una reazione. Una reazione violenta al raid della polizia israeliana nel terzo sito più sacro dell’Islam, la moschea di Al-Aqsa, durante il mese piu’ sacro, Ramadan, durante la notte piu’ sacra dell’anno, Laylat al-Qadr.

Sarebbe come mandare la celere a prendere a manganellate i fedeli dentro il duomo di Milano durante la notte di Natale.

La reazione di Hamas e’ stata provocata, voluta. Quella israeliana non e’ legittima difesa, e’ pura aggressione.

Invito a guardare la riunione d’emergenza del consiglio di sicurezza ONU tenutasi il 16/05/2021 nel quale il rappresentante dello stato della Palestina ed il rappresentante dello stato di Israele in nome e per conto dei rispettivi popoli esprimono le loro posizioni ufficiali.

Ho pianto durante l’intervento della Palestina.

In conclusione, il quadro complessivo si evince dal fatto che i principali alleati di Israele sono gli stati europei (cioe’ le ex potenze coloniali) piu’ gli stati in cui i coloni hanno di fatto sterminato, eradicato e sostituito gli abitanti originari; per l’appunto Sati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Le relazioni internazionali non sono mai “a caso” ed Israele rappresenta proprio questo; Israele e’ il volto del colonialismo moderno.

La Palestina ed i palestinesi scompariranno come sono scomparsi i nativi americani e gli aborigeni australiani; pezzo dopo pezzo, casa dopo casa, morto dopo morto.

Marco Romolo

Londra, GB

17/05/2021

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