Gli hikikomori

Il fenomeno: Il termine “hikikomori” (tradotto dal giapponese: hiku – tirare indietro – e komoru – ritirarsi -) identifica un disturbo (diffuso principalmente in Oriente) che si manifesta nei giovani attraverso il ritiro sociale, l’autoesclusione dal mondo esterno, l’isolamento e il rifiuto totale per ogni forma di relazione e per la luce del sole (gli hikikomori, spesso, sigillano le finestre con carta scura e nastro adesivo). Per quanto concerne il rifiuto di vedere il sole, questo può essere ricollegato ad un mito shintoista sulla dea del sole Amaterasu: “Dopo lunghi scontri con il fratello, in segno di protesta Amaterasu si è rinchiusa in una caverna, isolandosi dal mondo. Oscurità e morte consumarono il Giappone. Solo con gli sforzi di milioni di altre divinità, Amaterasu fu attirata fuori dalla caverna e il mondo tornò alla luce e alla salute”.

I soggetti colpiti sono in genere giovani ragazzi primogeniti, di ceto sociale medio-alto e di età compresa tra i 19 e i 30 anni. Solo il 10% dei soggetti toccati dal fenomeno è di sesso femminile. Tuttavia, è possibile che molti casi di hikikomori tra ragazze non siano riconosciuti come tali, in quanto, per la cultura giapponese, il ritiro in casa della donna è una consuetudine. 

I sintomi: Nonostante non esista ancora una definizione ufficiale dell’hikikomori a livello internazionale, il Ministero della Salute giapponese (MHLW) ne ha indicato alcune caratteristiche e sintomi specifici:

•          Reclusione all’interno delle mura domestiche senza alcun accesso a contesti esterni, per almeno 6 mesi;

•          Nessun interesse verso attività esterne (la scuola o il contesto lavorativo), di conseguenza nessuna relazione esterna con compagni o colleghi di lavoro, o con i propri familiari;

•          Si esclude la diagnosi di hikikomori qualora il soggetto soffra di un disturbo psichiatrico di maggiore gravità che possa sovrapporsi al ritiro sociale (schizofrenia, ritardo mentale, depressione…) o altre cause che possano giustificare il ritiro sociale.

Le cause: Tra le principali cause dell’hikikomori vi sono:

         •       Forte disagio all’interno del contesto familiare e sociale;

         •       Dipendenza del figlio dal genitore (e viceversa);

         •       Forti pressioni psicologiche da parte dei genitori esercitate sui figli;

            •     Severità del sistema educativo scolastico (il fenomeno si sviluppa in genere dopo che 

il soggetto abbia trascorso un lungo periodo di assenza da scuola) ovvero episodi di bullismo scolastico;

•          Timidezza, che in giapponese si traduce con lo stesso termine di “vergogna” e si esprime in una morbosa fobia degli altri.

La vita degli hikikomori: La quotidianità di tali soggetti si svolge all’interno della loro casa o camera da letto e le uniche interazioni con l’esterno avvengono attraverso internet, social network e videogames. L’unico momento di interazione sociale si concretizza nel momento in cui i familiari passano il piatto con il pasto all’interno della stanza da letto.

Al fine di individuare le cause all’origine del fenomeno, numerosi studi sono stati condotti in Giappone sotto vari aspetti: 

–        dal punto di vista psicologico, si sono studiate le variabili legate alla compresenza di disturbi psicopatologici associati, come ad esempio la depressione. 

–        dal punto di vista sociologico, si sono studiati i fattori legati al particolare sistema culturale giapponese, basato sul confucianesimo, e ad un atteggiamento di rifiuto verso le severe regole morali e sociali su cui si basa la cultura tradizionale giapponese. Pertanto, spesso i giovani, pressati da valori sociali basati sull’estremo perfezionismo e sulla tendenza a dover sempre primeggiare sia a scuola che a lavoro, non si sentono all’altezza degli standard loro richiesti e preferiscono quindi rinchiudersi in casa per scappare da una realtà quotidiana che avvertono come opprimente.

All’esito degli studi compiuti, si possono individuare tre differenti tipi di giovani socialmente ritirati:

         •       gli ultra-dipendenti: crescono in famiglie ultra-protettive che non gli permettono di raggiungere uno sviluppo psicologico tale che essi possano fidarsi degli estranei ed acquisire autonomia.

         •       gli inter-dipendenti disfunzionali: che sono il prodotto di dinamiche famigliari disadattive che impediscono ai giovani di imparare le regole sociali di base a casa.

         •       i contro-dipendenti: pressati da eccessive aspettative genitoriali nei loro confronti, che si associano a notevole pressione nella vita accademica ed educativa e a stress correlato alla carriera lavorativa.

Il percorso terapeutico: Il percorso terapeutico può durare da pochi mesi a diversi anni e consiste nel trattare la condizione come un disturbo mentale (con sedute di psicoterapia e assunzione di psicofarmaci) oppure come problema di socializzazione, stabilendo un contatto con i soggetti colpiti e cercando di migliorarne la capacità di interagire.

Nella letteratura: La figura dello hikikomori è spesso presente nella letteratura anime e manga, e talvolta dipinta come uno stereotipo dei cartoni animati giapponesi. Infatti, in un numero sempre maggiore di opere, il ruolo dell’eroe è ricoperto da un hikikomori, causando una crescente accettazione e sociale di questo modello psicosociale.

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