Arte come mezzo di comunicazione nella realtà di oggi

Vi siete mai chiesti in quante modalità si può comunicare un messaggio? L’arte è sicuramente una di queste: attraverso essa si esprimono idee, sensazioni, emozioni, che possono portare a riflettere, a mettere in gioco i propri punti di vista, a soffermarsi, ad interrogarsi su situazioni ed argomenti nei riguardi dei quali non vi è mai stata particolare cura.
Ebbene Banksy, artista e writer (graffitista) Inglese, è uno dei messaggeri più potenti, nonché uno dei più importanti esponenti mondiali della Street Art: “l’Arte di strada”.
Le sue opere hanno un interessante ed originale punto di vista su questioni che riguardano l’ambiente, la politica, l’etica e la cultura, accompagnate da una intensa provocazione e tagliente ironia che contraddistingue il loro artefice e che spesso volge a trasmettere forti messaggi di denuncia, con l’intenzione di arrivare al pubblico in maniera diretta. Ed è proprio per questo che vengono effettuate per la strada, sulle mura degli edifici, sui ponti, poiché la strada è vissuta dalle persone quotidianamente e pertanto vi è una maggiore possibilità di far cogliere il messaggio, piuttosto che esporre nei musei, meno frequentati.

Banksy è in grado di trasformare luoghi pubblici, frequentati quotidianamente da tutti, in luoghi di riflessione, dove riesce a tramutare temi atroci in opere piacevoli, ironiche, scherzose, in grado di sensibilizzare anche i destinatari più piccoli, come i bambini, sulle problematiche proposte.

Uno dei messaggi più significativi che lo street artist ha voluto inviare, lo effettua nel 2005, in Cisgiordania, sul muro lungo chilometri innalzato a mo’ di barriera, costruito dall’esercito Israeliano per separare i palestinesi dagli israeliani. L’artista in questa circostanza utilizza una particolare tecnica denominata “Trompe l’oeil”, grazie alla quale crea l’illusione di un muro squarciato, che permette di scorgere dall’altra parte. In particolare spiccano due murales: il primo raffigurante una bambina appesa a dei palloncini intenta a volare il più in alto possibile per aggirare quel muro, il secondo rappresentante due bambini muniti di paletta e secchiello intenti a forarlo. L’opera grida la voce di grandi e piccini, che non vogliono essere limitati da questa barriera ma desidererebbero fuggire oltre.

A Venezia il writer, nel 2019, realizza il celebre murale “Naufrago Bambino”, a sostegno dei migranti che vengono bloccati in mare da una politica di chiusura dei porti, argomento centrale nei dibattiti politici.
Sempre qui, fingendosi un pittore ambulante, espone 9 tele ad olio, incorniciate da legno dorato stile barocco: mettendole in fila, formano un’imponente e mostruosa nave da crociera, che ostacola la vista dei monumenti e della suggestiva bellezza di Venezia stessa. Lo scopo che sottende questa opera è quello di denunziare il degrado e l’inquinamento causato dai passaggi continui delle navi da crociera nei canali della città.

Il Graffitista si è sempre definito insofferente, estremamente contrario alla mercificazione dell’arte: durante un’asta di Sothevy’s a Londra, un suo quadro stimato tra le 200 e le 300 mila sterline, aggiudicato da un’offerta telefonica di 860 mila sterline, che raffigurava la sua famosa opera “Girl with balloon”, si è disintegrato davanti agli occhi increduli e attoniti dei presenti, nell’istante dopo l’intervento del battitore, grazie ad un meccanismo interno alla cornice, mentre nella sala dove era esposto il quadro suona un allarme.

L’artista britannico ha rivendicato questo gesto pubblicando sul suo profilo Instagram un video intitolato “Go Go Gone”.

Nel 2005 diede vita alle “Performance”, introducendosi nei più importanti musei del mondo e affiggendo sulle pareti le sue dissacranti opere, che si mimetizzavano con quelle circostanti,

creando notevole scalpore. L’artista ammette di non aver esposto esclusivamente nel museo di Guggenheim, in quanto intimorito dalle maestose opere che ospita e consapevole di non reggerne il confronto.
Nel medesimo anno, realizza assieme ad altri artisti “Dismaland”, un’installazione artistica in riva al mare in Inghilterra: Disneyland in rovina, principesse defunte e guide turistiche annoiate. Nonostante la lettura, a prima vista ironica, dell’iniziativa, il parco mette in luce l’Ipocrisia di una società che attraverso il “divertimento” e i suoi mondi immaginari, tenta di nascondere problemi e ingiustizie sociali.

Nel tempo, lo street artist è divenuto incredibilmente celebre in tutto il mondo e le sue opere valgono centinaia di migliaia di sterline.
Non si conosce molto circa la sua Identità, Banksy, che continua a vivere e operare nell’anonimato, ha sempre sostenuto “ non so perché le persone siano così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della loro vita privata, dimenticano che l’invisibilità è un superpotere“.

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