Il nuovo utilizzo del teaser da parte delle forze dell’ordine

Il taser è un’arma non letale: una pistola elettrica che ha lo scopo di paralizzare temporaneamente i muscoli del soggetto colpito. Infatti, invece di una pallottola, premendo il grilletto, vengono sparati due elettrodi posizionati su piccoli dardi che possono arrivare fino a sette metri di distanza e trasmettere una scarica di 63 microcoulomb di elettricità per 5 secondi. 

L’arma venne inventata negli anni 60, ma i modelli che consentono l’immobilizzazione totale del soggetto furono sperimentati per la prima volta negli anni 90’.

In Italia è stato introdotto nel 2020: il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento che ha modificato le norme del D.p.r. 359/1991 sui criteri per la determinazione di armamento e munizioni delle forze dell’ordine. 
Ad oggi, l’arma è impiegata in via sperimentale in 18 città Italiane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Cagliari, Napoli, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Caserta, Brindisi, Reggio Emilia e Padova). I taser sono stati distribuiti a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, mentre a Roma il Consiglio comunale ha approvato una mozione per permettere anche alla Polizia Municipale di utilizzarli.

Il garante per i diritti dei detenuti Mauro Palma ha messo in guardia sui rischi dell’introduzione del taser, sostenendo che si tratta di un’arma a tutti gli effetti, da utilizzarsi con cautela e in situazioni assolutamente eccezionali “quando non sia stato possibile ricorrere ad altri mezzi meno impattanti, come l’uso della parola”. Infatti: “Il fatto che non sia letale non significa che debba essere di semplice utilizzo: va usato come misura di ultima istanza. Le autorità dovranno vigilare con grande attenzione per evitarne l’utilizzo improprio”. 

Tuttavia, nonostante nel 2018 Amnesty International aveva richiesto un’indagine ad hoc per valutare le conseguenze dell’uso del taser sulla salute delle persone, Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia) lamenta di non aver ricevuto risposta alcuna, affermando inoltre che “Non letale non è sinonimo di innocuo”. 

Coloro che sono maggiormente esposti alle conseguenze del taser sono i soggetti più fragili e con condizioni di salute precarie (ad esempio, persone senza fissa dimora, anziani, tossicodipendenti o donne in stato di gravidanza). Inoltre, la scossa elettrica può essere altamente rischiosa per i pazienti cardiopatici, o per soggetti che, fermati al termine di una fuga, accusano battito e respiro accelerato. 

Vittorio Costantini, segretario generale dell’Unione Sindacale Italiana Poliziotti (USIP) afferma: “Sono anni che chiediamo l’introduzione del taser tra gli apparecchi in dotazione delle forze di polizia: è uno strumento che permette di evitare conseguenze peggiori, sia per l’operatore di polizia, sia per coloro che vengono fermati. Il problema è che i taser acquistati sono ancora pochi, e il numero di città coinvolte è basso rispetto alle 105 province italiane. Lo stanziamento è stato di gran lunga inferiore rispetto alle nostre reali esigenze”.

Il taser, come ogni altra arma in dotazione alle Forze dell’Ordine, rimane in primis uno strumento di deterrenza, pertanto, durante i corsi di formazione, agli agenti è stata indicata anche la procedura da seguire prima dell’utilizzo. C’è l’intimazione, poi l’avvertimento. Secondo il Ministro dell’interno Lamorgese: «L’arma ad impulsi elettronici segue uno specifico periodo di sperimentazione e un ciclo di formazione degli operatori in grado di garantire che la sua utilizzazione avvenga nel rispetto delle condizioni di sicurezza tenuto conto dei soggetti coinvolti e del contesto ambientale».

Nonostante non siano ad oggi chiari gli effetti a lungo termine che l’uso di tale arma potrebbe arrecare ai singoli, il taser può costituire uno strumento utile a frenare abusi letali da parte delle Forze dell’Ordine. Infatti, non essendo un’arma letale, il suo utilizzo rispecchia la logica che sottende la ratio del concetto di “Forza dell’Ordine”, in un’ottica di tutela del cittadino: ripristinare  l’ordine senza nuocere al soggetto (o ai soggetti) che abbiano causato una situazione di pericolo o di potenziale danno.

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