Chat GPT: un’intelligenza artificiale troppo intelligente?

Tra i prodotti e servizi più all’avanguardia che “l’internet” offre al giorno d’oggi, non possiamo non includere le intelligenze artificiali (IA), ormai accessibili a tutti. 

Numerosi sono gli esempi di queste tecnologie che, in un arco di tempo piuttosto ristretto, potrebbero cambiare radicalmente le nostre vite. 

In realtà, le IA sono già in uso nella nostra quotidianità da alcuni anni (sotto forma di strumenti quali assistenti vocali, guide autonome e notifiche personalizzate).

All’alba del 2023, ciò che fa discutere è la velocità e il modo con il quale queste IA si stanno evolvendo, avvicinandosi sempre più all’immaginario fantascientifico con cui, nei film, vengono identificati i robot. Vi stupirà sapere, infatti, che la breve introduzione di questo articolo è stata scritta da “Chat GPT”: un bot che ad oggi rappresenta l’eccellenza assoluta in termini di intelligenza artificiale e che, negli ultimi mesi, è stato oggetto di dibattiti feroci e contrastanti, che al contempo ne analizzano l’utilità, ma guardano con timore alle possibili applicazioni di questa tecnologia.

Cos’è Chat GPT? L’acronimo “GPT “sta per Generative Pretrained Transformer, mentre “Chat” sta ad indicare il modo con il quale questa IA è stata impostata. Il suo funzionamento è simile a quello utilizzato da uno di quei bot a cui chiediamo assistenza in caso di difficoltà su un qualsiasi sito.
Chat GPT è pertanto un modello di elaborazione del linguaggio sviluppato da OpenAI: un’organizzazione senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di creare un’intelligenza artificiale amichevole (c.d. “friendly AI”) in modo che “l’umanità possa trarne beneficio”. Il fondatore, nel 2015, fu Elon Musk che, insieme ad altri investitori, ha donato oltre un miliardo di euro all’azienda, credendo fermamente di riuscire a sviluppare un IA che potesse essere utilizzata nel quotidiano per risolvere problemi di diversa complessità. 

Fu così che nel 2022 ChatGPT diventa virale. 

L’IA è stata l’unica, finora, ad aver superato con successo il “Touring Test” (proposto dallo stesso Alan Touring nel 1950): un test che mira a determinare se una macchina sia in grado di esibire un comportamento intelligente. L’essere umano, durante lo svolgimento del suddetto test, non è in grado di distinguere se stia parlando con un altro essere umano oppure con una macchina. 

Quali sono le principali funzioni di Chat GPT? Probabilmente, sarebbe più semplice chiedersi cosa NON sia in grado di fare ChatGPT. Le sue funzioni spaziano dalla scrittura di articoli alla creazione di codici, fino alla produzione di altri linguaggi di successo come GPT2 e GPT3…l’IA ha dei margini di crescita esponenziali.

Del vasto potenziale della IA in questione se ne sono resi conto anche giganti della tecnologia (quali Microsoft e Google), i quali (Microsoft in particolare) stanno tentando di siglare un accordo con OpenAI. Secondo “Semafor”, le due compagnie avrebbero dovuto chiudere tale accorso entro la fine del 2022 per una cifra vicina ai 10 miliardi di dollari, portando la valutazione di OpenAI a 29 miliardi di dollari. In tal modo, Microsoft potrebbe lavorare a fianco di OpenAI nello sviluppo della tecnologia su Microsoft Cloud, mettendolo in prima linea in quella che potrebbe essere la tecnologia di consumo più importante del prossimo decennio.

Tuttavia, non sono da trascurare i rischi derivanti dall’utilizzo di questa IA. Evidentemente, le conoscenze implementabili sono illimitate. La realizzazione potrebbe avvenire sia in ambiti militari che politici. D’altra parte, tuttavia, c’è un vero e proprio codice etico che l’IA deve rispettare. Ad esempio, se si dovesse chiedere all’IA “come costruire una bomba”, la pronta risposta sarebbe “la costruzione di ordigni esplosivi è un reato punibile per legge, inoltre la costruzione della bomba potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza di persone innocenti.” Da questo punto di vista, pertanto, l’IA sembra essere ancora sotto controllo.


In tema di rischi, Pierguido Iezzi, CEO della società Swascan, ed esperto in “Cyber Security” ha recentemente dichiarato in un’intervista al podcast “1234” di SkyTG24: “Partendo dal presupposto che l’intelligenza artificiale rappresenta il nostro futuro, ci sono criticità di diverso tipo. Il bot potrebbe essere utilizzato per fare disinformazione, manipolando l’opinione pubblica, d’altra parte sarebbe possibile utilizzarlo per effettuare attacchi informatici, o anche in un contesto di tipo geopolitico, riferendoci alla Cyber Warfare.”
Rimanendo sullo stesso tema, un’ulteriore affermazione è stata fatta in merito alla possibilità delle intelligenze artificiali di, “sottrarre” lavoro all’essere umano: “Rispondo utilizzando una frase di Albert Einstein: I computer sono incredibilmente veloci, accurati, ma stupidi, mentre l’uomo è lento, inaccurato, ma intelligente. È ovvio che l’innovazione porterà a un cambiamento, ma qui entra in gioco l’intelligenza dell’uomo. L’ingresso di questo chatbot rappresenta uno spartiacque, un cambiamento. È evidente che ci sia questo cambiamento, ma ciò che ci dobbiamo chiedere è come affrontarlo. Non bisogna sottovalutare l’intelligenza dell’uomo, che deve essere bravo a ritagliarsi un ruolo di centralità sfruttando queste tecnologie e non diventandone succube. Non si sostituisce un lavoro, ma ci posizioneremo nel cambiamento in un modo diverso.”

Alla luce di quanto esaminato, è evidente che l’intelligenza artificiale sarà attore protagonista dell’immediato futuro, ma è anche vero che il cambiamento non va neutralizzato, bensì accompagnato e sfruttato.

L’impatto sulle economie digitali e sulla scrittura di qualunque software o linguaggio è, potenzialmente, incredibile. Se in un arco di tempo così ridotto, ChatGPT è riuscito ad avere un impatto così rilevante, raggiungendo un milione di “active users” in appena 5 giorni (per dare un termine di paragone, Facebook ci ha messo 10 mesi, Netflix 3 anni e mezzo), come potrebbe essere quantificata la crescita una volta che il programma supererà la c.d. beta (o fase di prova)?

Ad oggi non si possono fare previsioni sulla futura implementazione del chatbot in diversi ambienti sociali, ma è certo che in seguito ad un miglioramento (che potrebbe avvenire nei prossimi 3/6/12 mesi), potremmo assistere a cose che, fino a pochi mesi fa, sembravano distanti decenni. 

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