Concessioni balneari: dal “diritto di insistenza” allo stop delle proroghe previsto dal Ddl concorrenza.

Il 15 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità un emendamento al ddl concorrenza in materia di concessioni demaniali marittime che prevede l’obbligo di gara per l’affidamento di tali concessioni a partire dal 1° gennaio 2024. 

Ma andiamo con ordine. Per comprendere cosa sta succedendo dobbiamo brevemente ripercorrere l’evoluzione normativa e giurisprudenziale che ha interessato la materia. 

In passato la disciplina delle concessioni balneari si basava su un sistema chiuso e anticoncorrenziale. Infatti, da una parte l’art. 37 del Codice della navigazione stabiliva il c.d. “diritto di insistenza” che accordava, in caso di più istanze per l’assegnazione della concessione demaniale, una preferenza al concessionario uscente rispetto ad altri aspiranti concessionari. Dall’altra, il d.l. n. 400 del 1993 fissava la durata della concessione a sei anni, con rinnovo automatico alla scadenza per altri sei anni. 

Tale quadro normativo si poneva in evidente contrasto con il diritto europeo. Infatti, a seguito di una segnalazione dell’AGCM, la Commissione europea nel 2009 avviò una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia contestando la compatibilità della disciplina nazionale con i principi sanciti dai Trattati europei e dalla c.d. direttiva servizi o “Bolkestein”. In particolare, a parere della Commissione, venivano violati i principi di libertà di stabilimento, di parità di trattamento e di non discriminazione. In conseguenza, l’Italia abrogò il rinnovo automatico e il diritto di insistenza, ma, contestualmente, prorogò fino al 2015 la durata delle concessioni demaniali marittime non ancora scadute. Iniziava così il sistema generalizzato e automatico di proroghe, con una seconda estensione al 2020 e l’ultimo prolungamento dei titoli sino al 2033.

Con le sentenze n. 17 e n. 18 del 2021, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha stabilito l’inefficacia delle varie proroghe ai concessionari per contrasto con il diritto europeo, più in particolare, per contrasto con l’articolo 49 TFUE e con l’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE (direttiva “Bolkestein”). Sono proprio tali sentenze ad aver ispirato l’emendamento al ddl concorrenza che, se approvato in Parlamento, comporterà l’obbligo di gara entro il 31 dicembre 2023.

Al centro della questione si pone il problema della tutela dei concessionari uscenti che hanno già ottenuto il rinnovo al 2033 e che hanno effettuato i relativi investimenti. Si prevede un lungo e acceso dibattito nei prossimi mesi che, come stabilito dall’Adunanza plenaria, si risolverà con importanti indennizzi a favore di coloro che hanno fatto affidamento su una concessione che sarebbe durata molto più tempo rispetto a quello deciso dalla pronuncia di Palazzo Spada. 

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